Sta meglio, pur nella gravità della situazione, Iacopo Cerbai, il cameriere 23enne (ne farà 24 tra un mese) accoltellato al cuore in piazza Mercatale per aver preso le difese di una collega di lavoro, aggredita da due balordi poi fermati dalla polizia.
Il giovane, che abita a La Briglia nel comune di Vaiano ed ha frequentato l’alberghiero, è ricoverato da ieri mattina nel reparto di Terapia Intensiva del Trauma di Careggi. E’ cosciente ed è stato estubato e verrà sottoposto a nuovi esami per valutare la situazione. Non è escluso che entro la settimana possa tornare al Santo Stefano per proseguire la degenza. La prognosi resta riservata, come è logico vista la gravità della ferita e il fatto che ha il cuore suturato, fortunatamente, però, non ha subito nessun danno neurologico.
In medicina non si dovrebbe parlare di miracoli, ma in questo caso forse si può fare un’eccezione. “Con ferite di quel tipo – si lascia sfuggire un medico molto esperto in rianimazione – nove volte su dieci la persona muore direttamente sul posto”. E invece stavolta una macchina perfetta dei soccorsi, e quel quid di fortuna che non deve essere ignorato, hanno fatto sì che Iacopo abbia buone speranze davanti a sé, pur nella delicatezza della situazione.
La punta del coltello impugnato dal sedicenne ha infatti bucato il ventricolo sinistro del cuore del ragazzo, provocando una vasta emorragia che ha riempito il torace e anche il pericardio. Una situazione, questa, che comporta l’aumento della pressione sul muscolo cardiaco che si blocca. E infatti Iacopo è andato per ben due volte in arresto cardiaco già sul selciato di piazza Mercatale. Qui, arrivato con l’automedica insieme all’infermiera, il dottor Alessandro Scalabrini ha rianimato entrambe le volte il giovane, riuscendo così a impedire che la mancanza di sangue al cervello potesse provocare danni neurologici. Poi il medico ha preso la decisione giusta: andare con l’ambulanza al Santo Stefano e non a Careggi, dove c’è sì un reparto specializzato di cardiochirurgia ma non il tempo per arrivarci con il paziente ancora in vita. E infatti appena arrivato al pronto soccorso di Prato Iacopo è andato nuovamente in arresto cardiaco. La struttura diretta dal dottor Simone Magazzini era già pronta ad accoglierlo con il medico di pronto soccorso Giuseppe Caruso, il cardiologo Toni Badia e l’anestesista Lorenzo Tutino. Per prima cosa, dopo aver nuovamente rianimato il giovane, è stato drenato il torace e il pericardio, con oltre due litri di sangue che vi si erano riversati. Poi Iacopo è stato portato in sala operatoria dove il dottor Stefano Cantafio, pur non essendo cardiochirurgo, ha effettuato un delicatissimo – e disperato – intervento per suturare il cuore. Intervento riuscito alla perfezione e che ha poi permesso, una volta stabilizzato il paziente, di trasferirlo a Careggi per essere preso in carico dai medici specializzati.
Insomma, una macchina dei soccorsi praticamente perfetta, con ogni pedina che si trovava al posto giusto e che ha svolto nel migliore dei modi il suo compito.
LE REAZIONI – Tra i primi a complimentarsi con i sanitari, dopo aver espresso profonda solidarietà e vicinanza a Jacopo Cerbai e alla sua famiglia, è il sindaco del Comune di Montemurlo e presidente della Provincia di Prato, Simone Calamai: “Se oggi possiamo guardare con speranza a un miglioramento delle condizioni di Jacopo, che in un primo momento apparivano disperate – dice -, lo dobbiamo esclusivamente alla straordinaria prontezza e alla professionalità d’eccellenza dei medici e dei paramedici che sono intervenuti con una tempestività che ha fatto la differenza tra la vita e la morte. Non dimentichiamoci del valore dei mostri medici e paramedici. Difendiamo la nostra sanità pubblica e i nostri professionisti, sempre, non solo quando dobbiamo affrontare situazioni di emergenza”.
Sulla stessa lunghezza d’onda il presidente della Commissione Sanità del Consiglio regionale, e candidato sindaco, Matteo Biffoni: “Ci sono momenti in cui la cronaca ci mette di fronte a episodi di una violenza inaudita, ma è proprio in queste emergenze che compare il valore inestimabile del nostro sistema sanitario regionale e l’umanità dei suoi protagonisti – afferma -. Quella che abbiamo visto in azione in piazza Mercatale e poi negli ospedali di Prato e Firenze è stata una macchina del soccorso perfetta. A Iacopo e alla sua famiglia – aggiunge Biffoni – va il mio pensiero più affettuoso. La Toscana, Prato e la sua sanità hanno dimostrato oggi, ancora una volta, di saper proteggere i propri cittadini con eccellenza e dedizione”.