Il ballottaggio è una partita in cui si riparte da zero, è il mantra di tutti i contendenti. Ed è vero visto che non è possibile entrare nel segreto dell’urna che è sempre sovrana e lo ha dimostrato in più di una elezione a volte anche ribaltando risultati. Prima di capire lunedì pomeriggio cosa deciderà, la fotografia del primo turno ad Arezzo ha visto l’imprenditore Marcello Comanducci (con lui tutti i partiti del centrodestra più la lista civica “Fare”), arrivare al 43,81% e quello del centrosinistra Vincenzo Ceccarelli (politico di lungo corso del PD aretino e regionale sostenuto anche da AVS, Casa Riformista, Movimento 5 stelle e la civica Arezzo partecipa) al 32,36%. Un margine significativo tra chi punta alla riconferma del centrodestra a Palazzo Cavallo e chi a riconquistare la città dopo 11 anni, che entrambi i candidati hanno cercato di consolidare (nel caso di Comanducci) o ribaltare (per Ceccarelli) mobilitando l’elettorato. Nessun apparentamento, in questi 15 giorni, con il terzo classificato, il civico Marco Donati che ha ottenuto il 20,49% al primo turno. Donati, corteggiato per il suo tesoretto soprattutto da Ceccarelli, non ha comunque fatto accordi e ha lasciato libertà di voto ai suoi elettori. Il 24 e 25 maggio si è recato ai seggi il 59,30% degli aretini che ne avevano diritto. Alle scorse comunali al ballottaggio l’affluenza fu del 56,46% ma al primo turno era stata del 66,97. Un calo tra la prima e la seconda chiamata è insomma fisiologico. Capire di quanto sarà, di nuovo, l’urna a dircelo
AREZZO - BALLOTTAGGIO: COMANDUCCI E CECCARELLI SI SFIDANO PER PALAZZO CAVALLO
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