E’ finita due a zero per il centrodestra la partita dei ballottaggi in Toscana. Ad Arezzo ha vinto il civico prestato alla politica, come si definisce lui stesso, Marcello Comanducci, imprenditore di 52 anni (è il sindaco più giovane che Arezzo abbia mai avuto) sostenuto dal centro unito e dalla sua fortissima lista civica Fare. Per lui il 55,75% dei consensi. Si è fermato al 44,25% Vincenzo Ceccarelli, decano della politica PD sostenuto dal campo progressista che sperava nella riconquista della città dopo 10 anni di giunta Ghinelli. Marco Donati, candidato civico (ma di estrazione politica di centrosinistra) che al primo turno aveva superato il 20%, non ha formalmente consegnato il suo tesoretto a nessuno lasciando libertà di voto. E nel segreto dell’urna solo una parte dei suoi voti è evidentemente andato a Ceccarelli; altri sono stati a casa, altri ancora hanno scelto Comanducci. Fisiologico il calo di elettori al ballottaggio che ad Arezzo hanno comunque superato la soglia psicologica del 50% (53,1%). Se ad Arezzo il distacco era siderale già al primo turno, molto più combattuta la partita a Viareggio dove Sara Grilli, ex assessora del predecessore Del Ghingaro appoggiata dal centrodestra, ha vinto di misura (50,32%) contro la candidata di sinistra Federica Mainieri (49,68). 160 voti di scarto al fotofinish. Anche qui, non ha pagato la scelta di non stringere accordi, fin dall’inizio, con Marialina Marcucci, “indipendente di centrosinistra” come si definisce, che ha lasciato libertà di scelta al 27% dei viareggini che l’avevano votata al primo turno. L’affluenza, in riva al mare, è calata dal 55 al 48,5%. Complessivamente in questa tornata elettorale dei 20 comuni toscani al voto 13 vanno al centrosinistra (con due capoluoghi al primo turno, Prato e Pistoia) e 7 al centrodestra (con un capoluogo confermato, Arezzo appunto) ma ci mettiamo dentro anche i civici con tendenza di qua o di là. Pochi quelli che hanno cambiato direzione politica e non tutti i comuni hanno la stessa rilevanza nel termometro dell’analisi post voto. Un quadro in cui ai punti vince il centrosinistra ma di sostanziale pareggio che consente a ogni schieramento di cantare vittoria. Due sono le riflessioni che emergono dalle urne. Per il centrosinistra, la necessità di rinnovare la classe dirigente (per vincere a Prato è stato necessario chiamare Mr Preferenze). Per il centrodestra di crearla proprio (molte delle vittorie sono state infatti di civici vicini al centrodestra). Perché sarà anche vero che la Toscana è diventata contendibile ma questo vale ormai da entrambi i lati. E l’elettorato è mobile qual piuma al vento, muta d’accento e di pensiero” direbbe Verdi.
TOSCANA - BALLOTTAGGI: AREZZO E VIAREGGIO AL CENTRODESTRA
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