Ieri il quartiere fiorentino di Gavinana è stata terreno di scontro politico tra due blocchi contrapposti. Da una parte nel tardo pomeriggio Roberto Vannacci con la sua passeggiata identitaria, dall’altra tre risposte nell’arco della giornata per ricordare che le forti radici antifasciste della città non accettano rigurgiti totalitari e politiche razziste: prima ‘Suona la Martinella, Firenze si ribella’, con lo striscione issato davanti al Memoriale delle deportazioni su iniziativa di Aned, Anpi, Arci e Cgil con la sindaca Funaro che ha ribadito “Firenze sia una città di dialogo, una città di ponti che non accetta messaggi che incitano all’odio”; poi il presidio Anpi in piazza Elia Dalla Costa e infine, quasi in contemporanea con la passeggiata di Vannacci, il corteo ‘Gavinana è partigiana’ del Cpa Firenze sud di cui Futuro nazionale ha chiesto lo sgombero. Secondo le stime ufficiali circa tremila persone contro le trecento di Vannacci che risponde così ai cronisti che gli fanno notare il mancato sgombero di Casapound a Roma. E poi ancora sicurezza, decoro, remigrazione e anche un attacco al governo di centrodestra. Non si sono registrati episodi critici o scontri sul fronte dell’ordine pubblico ma il quartiere non sembra aver gradito l’iniziativa del generale e dei suoi. Cosa che non sembra scalfirlo forte dei sondaggi, dei risultati che sta ottenendo e del tifo da stadio dei suoi sostenitori
FIRENZE - Gavinana tra passeggiata Vannacci e mobilitazione partigiana
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