CARMIGNANO - Vertenza Acca, tre imprenditori arrestati (e rimessi in libertà) per il ferimento di cinque agenti. Il timore di nuovi scontri dopo la ‘chiamata alle armi’ su WeChat

E' alta la tensione in via Copernico a Seano dove ha sede l'azienda di trasporti e logistica che ha annunciato la chiusura e un centinaio di licenziamenti. Dopo ieri, i titolari dei pronto moda potrebbero provare nuovamente a recuperare la loro merce stoccata nel capannone davanti al quale Sudd Cobas sta scioperando. Il procuratore: "Violenta contrapposizione tra sindacato e imprenditori, permane uno stato di preoccupante fibrillazione". Arrivati rinforzi dal Dipartimento ordine pubblico di Roma
Nadia Tarantino
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Cinque tra poliziotti e carabinieri feriti e tre cinesi arrestati. La contrapposizione fortissima tra gli imprenditori orientali e Sudd Cobas con in tutto più di trecento persone. Massiccio dispiegamento delle forze dell’ordine in tenuta antisommossa. Scontri a mani nude e con spray al peperoncino ma qualcuno parla anche del tentativo di colpire con i bastoni. I gazebo del sindacato fatti volare in aria. Urla, rabbia, accuse, imprecazioni: da una parte i proprietari dei pronto moda decisi ad entrare nel capannone per recuperare la loro merce e consegnarla ad altri spedizionieri, dall’altra sindacalisti e attivisti a difendere il principio dello sciopero. Sono i tanti flash della lunghissima giornata di ieri, martedì 23 giugno, in via Copernico, zona industriale di Seano (Carmignano), dove da giorni il sindacato autonomo è in presidio permanente davanti allo stabilimento della Acca srl, l’azienda di trasporto e logistica che ha annunciato la dismissione dell’attività e il licenziamento di 90 operai. “Una chiusura mascherata – dice il sindacato – per qualche settimana le operazioni di carico vengono fatte in mezzo alla strada come abbiamo già dimostrato, poi la Acca cambia nome e riapre da qualche altra parte senza però operai tutelati dal sindacato”.

Una vertenza durissima, come già quella che negli anni scorsi ha ottenuto come prima risposta le aggressioni ai lavoratori che rivendicavano i loro diritti; una scia di violenze al centro di un procedimento giudiziario attualmente in corso. Una situazione di “preoccupante fibrillazione” per usare le parole del procuratore di Prato, Luca Tescaroli, che ha aperto un’inchiesta. Tre gli arresti per resistenza a pubblico ufficiale e lesioni personali contro cinque appartenenti alle forze dell’ordine che hanno riportato ferite giudicate guaribili tra 5 e 21 giorni. Stamani i processi per direttissima. Uno degli arrestati, difeso dall’avvocato Tiziano Veltri, è tornato subito libero: il giudice delle indagini preliminari non ha riconosciuto i gravi indizi e non ha ritenuto di applicare la  misura cautelare dopo che un video ha dimostrato l’uso di spray al peperoncino che ha precluso all’indagato di avere contezza del fatto che si trovasse davanti a degli agenti. Nessuna misura neppure per gli altri due imprenditori per i quali però è stata riconosciuta la gravità indiziaria. 

La giornata di oggi è cominciata in un’atmosfera  decisamente più pacata: gazebo e tende, gruppi di operai a presidiare nel piazzale, pattuglie di polizia, carabinieri, guardia di finanza e polizia locale a controllare, qualche cittadino a portare solidarietà con borse frigo piene di frutta e acqua fresca per combattere le temperature quasi proibitive. Ma sulla tranquillità aleggia quella che il sindacato considera una specie di ‘chiamata alle armi’: “Nella notte – la denuncia di Luca Toscano – ha iniziato a girare su WeChat un appello per un nuovo assalto organizzato alla sede di Acca. La traduzione letterale dice: mercoledì ci sarà un grande raduno di cinesi, se questa volta avremo successo, non potranno più bloccare le merci. Chi ha subito torti in passato non perda questa occasione: questa volta noi cinesi siamo nel giusto, dobbiamo sostenere al massimo”. E’ chiaro il messaggio. “Quando chi scrive si rivolge a chi ha subito torti – spiega Toscano – si rivolge in realtà ai padroni dei pronto moda e ai confezionisti che in passato hanno dovuto regolarizzare gli operai sindacalizzati. Siamo qui, non molliamo, non arretriamo sui diritti acquisiti, non facciamo passi indietro sul rispetto delle regole”. A tutela del picchetto si è formata spontaneamente una muragla di persone: “Se qualcuno arriverà – dice il sindacato – troverà lo sbarramento e dovrà rinunciare ai propri propositi”. 

Obiettivo dei cinesi arrivati ieri a Seano e attesi anche oggi è recuperare le scatole piene di merce già venduta e pronta per essere esposta nelle vetrine e sui banchi dei mercati di mezza Europa. Già nei giorni scorsi la Sg Trasporti, bloccata da Sudd Cobas mentre in mezzo alla strada, in via Ghisleri a Prato, dove la Acca ha un’altra sede, aveva spiegato che i pacchi che stava caricando sui propri mezzi erano quelli consegnati direttamente dai pronto moda con regolari bolle e che la Acca fungeva solo da hub logistico. E mentre la Sg Trasporti si è rivolta ad un avvocato ottenendo la fissazione di un’udienza davanti al tribunale per chiarire se la merce affidata possa o no partire, i titolari dei pronto moda hanno preferito le vie brevi e sono corsi in massa in via Copernico a Seano. Il procuratore Tescaroli, riguardo ai fatti di ieri, parla di “violenta contrapposizione tra un gruppo di circa 40 appartenenti al sindacato, poi lievitato a ottanta – impegnato a protestare innanzi all’impresa Acca srl, impedendo a chiunque l’accesso nei locali della società, e una folta compagine di imprenditori cinesi, arrivata a circa 250 unità, determinata a prelevare proprie merce dai locali dell’impresa”. Tescaroli ha sottolineato che “lo straordinario impiego di appartenenti alle forze dell’ordine, progressivamente inviati anche dall’Ufficio ordine pubblico del Dipartimento di pubblica sicurezza di Roma, ha impedito la degenerazione e il perpetuarsi di aggressioni che avrebbero potuto nuocere gravemente all’incolumità di tutti i presenti”. Ieri e ieri, oggi è oggi e si teme il ripetersi delle cose: “Permane uno stato di preoccupante fibrillazione – ancora il procuratore – considerando la possibile prosecuzione dell’azione di protesta tesa a impedire l’accesso da parte del sindacato da una parte e dall’altra la determinazione degli imprenditori cinesi a riappropriarsi dei loro beni”.

Il servizio di ordine pubblico continua senza sosta. Polizia, carabinieri, guardia di finanza e polizia locale sono tenute a informare immediatamente la procura di ogni evoluzione vista “l’eccezionalità dell’evento”. (nadia tarantino)

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