Ergastolo a Vasile Frumuzache, la guardia giurata romena di 34 anni, padre di due bambini, che ha confessato gli omicidi di Ana Maria Andrei, 27 anni, e di Maria Denisa Paun, 30, escort connazionali uccise tra l’estate del 2024 e la primavera del 2025. Un anno esatto dall’arresto alla decisione della Corte d’Assise di Firenze che ha recepito la richiesta della pena massima avanzata dai pubblici ministeri Luca Tescaroli (procuratore di Prato competente per il caso Paun) e di Leonardo Del Gaudio (competente per il caso Andrei).
Frumuzache ha ascoltato la lettura della sentenza accanto al suo avvocato, Diego Capano, che al termine di una lunga arringa aveva chiesto una condanna ridotta calcolata sul rito abbreviato per effetto dell’esclusione delle aggravanti: futili motivi per l’omicidio di Ana Maria Andrei, la escort residente a Montecatini accoltellata il 30 luglio 2024 alla periferia della città, premeditazione per quello di Maria Denisa Paun, residente a Roma ma sempre in giro in Italia per incontrare i clienti, accoltellata il 15 maggio 2025 nella stanza del residence Ferrucci a Prato, poi portata via, decapitata e infine data alle fiamme prima di essere abbandonata nei boschi di Montecatini, accanto al primo cadavere . Ergastolo e 18 mesi di isolamento diurno per la guardia giurata. La sentenza è risuonata forte nell’aula bunker, accolta con un pianto liberatorio dalla mamma di Maria Denisa che si è buttata tra le braccia degli avvocati per poi schiudere il silenzio osservato durante tutte le udienze del processo.
Frumuzache fu arrestato a giugno, una ventina di giorni dopo dall’inizio delle ricerche di Maria Denisa Paun che aveva smesso di chiamare la madre e con la quale le amiche non erano più riuscite a entrare in contatto: a incastrarlo i riscontri dei tabulati telefonici, il gps dell’auto, le immagini riprese dalle telecamere di sorveglianza di via Ferrucci, della zona circostante e di quelle collocate lungo il percorso fino a Prato. Confessò subito la guardia giurata e fece ritrovare il corpo della donna, buttato tra rovi e cespugli nel bosco. Nella sua casa, a Monsummano Terme, la perquisizione portò alla scoperta di un’auto riverniciata che dopo alcuni accertamenti risultò quella in uso a Ana Maria Andrei, scomparsa nel nulla quasi un anno prima. La confessione e poi il ritrovamento anche di quel cadavere.
Per l’accusa Maria Denisa e Ana Maria furono uccise solo per poter mettere le mani sui loro soldi: in tutto poco più di duemila euro. Una tesi respinta con forza dalla difesa dell’imputato: per l’avvocato Capano, Frumuzache uccise Maria Denisa per sottrarsi alla richiesta di 10mila euro e al ricatto di far sapere alla moglie, tramite altri connazionali che l’avrebbero aiutata a rintracciarla, del loro incontro, mentre Ana Maria fu uccisa perché rifiutò il rapporto sessuale già concordato e per il quale già si erano appartati, un rifiuto netto perché lui era romeno e lei non voleva aver nulla a che fare con i connazionali.
FIRENZE - OMICIDI ESCORT: ERGASTOLO ALLA GUARDIA GIURATA
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