“Non chiediamo che vengano fatte concessioni a Sudd Cobas e dunque riteniamo inaccettabile che vengano poste condizioni. Alla prefettura abbiamo posto un problema che è quello del lavoro di carico e scarico merci fatto in mezzo alle strade dei Macrolotti, su suolo pubblico trasformato abusivamente in privato, con operai a nero, senza tutele e senza sicurezza. Un problema di illegalità che crediamo non debba preoccupare solo noi”. E’ durissima la risposta che arriva dal sindacato autonomo appena appreso che la prefettura avrebbe deciso di non convocare il tavolo con Asl, Ispettorato del lavoro e amministrazioni comunali fino a quando non sarà rimosso il presidio che ormai da sei giorni è davanti allo stabilimento della Acca srl, l’azienda di trasporto e logistica, con sede in via Copernico a Seano, che ha annunciato la chiusura dell’attività e il licenziamento di un centinaio di lavoratori. “Con noi la prefettura non si è fatta viva – spiega Luca Toscano – ma la decisione ci è stata riferita dalla questura. La nostra risposta è pubblica ed è questa: se per ottenere la convocazione del tavolo la condizione è smantellare il presidio, noi restiamo qui perché il tavolo non è un favore rispetto al quale il sindacato deve dare qualcosa in cambio”. Posizione chiara e netta. Risposta che non lascia spazio a interpretazioni.
La richiesta di un tavolo era stata avanzata nei giorni scorsi dopo il blocco di almeno un paio di lavorazioni di carico e scarico merci in mezzo alla strada. Forte la denuncia: “Si fa nelle vie pubbliche l’attività che si faceva nel capannone della Acca. C’è un problema di lavoro illegale in mezzo alle strade, di abusivismo, di disprezzo delle regole: alle istituzioni questo non interessa? Quella della Acca è una finta chiusura: qualche settimana così, con il lavoro che dunque continua, e poi la riapertura da qualche altra parte ma con lavoratori non sindacalizzati”. Ed è questo l’altro tema che Sudd Cobas sta urlando da giorni: “Si vuol riportare le lancette dei diritti indietro di anni – le parole di Luca Toscano – a quando i lavoratori senza diritti venivano sfruttati, massacrati di botte, presi a sprangate perché rivendicavano il rispetto delle regole. L’obiettivo è sbarazzarsi di loro”.
Dalla prefettura nessun commento: “Per adesso non intendiamo convocare il tavolo”.
E mentre il presidio in via Copernico resterà a oltranza, gli imprenditori cinesi si trovano a fronteggiare due questioni: da un lato assicurare la partenza delle merci dai pronto moda, dall’altro recuperare gli stock che si trovano all’interno della Acca per poter organizzare le spedizioni. Martedì scorso sono stati qualcosa come 250 i titolari di pronto moda arrivati a Seano per riprendersi i loro scatoloni. Un tentativo naufragato nello scontro con sindacalisti e attivisti e nell’intervento delle forze dell’ordine. L’assalto dei cinesi al picchetto sindacale ha suscitato domande e riflessioni. Riflessioni come quella della Fondazione Caponnetto: “Questo uso della violenza per recuperare il materiale – il commento del presidente, Salvatore Calleri, va ben oltre il mero valore economico, a mio modesto parere. Poi spero di sbagliarmi. Sicuramente buona parte degli imprenditori sarà pure in buona fede, ma verifichiamo che non ce ne sia qualcuno in malafede che debba recuperare qualcos’altro. E’ del tutto inammissibile l’aggressione ad un presidio di lavoratori”. (nt)
PRATO - Vertenza Acca, Sudd Cobas: “Il lavoro abusivo in mezzo alla strada dovrebbe preoccupare le istituzioni e non soltanto il sindacato”
Chiesto un tavolo in prefettura per capire come risolvere il problema di carico e scarico merci nelle vie dei Macrolotti per aggirare il blocco dell'attività dovuto al presidio sindacale. Luca Toscano: "Non accettiamo condizioni perché non stiamo chiedendo favori ma solo denunciato una situazione gravissima"
LIVE
3