E’ la volta di Pitti bimbo e Pitti Filati alla Fortezza da Basso. Come per la moda uomo anche queste si aprono in uno scenario non positivo ma con un cauto ottimismo. Nel 2025 il fatturato della filatura italiana è sceso del 3,7%, con un calo del 3,6 per l’export e dell’8,9 delle importazioni. Numeri diversi per l’abbigliamento 0-14: l’esportazioni tornano negative dopo il balzo del 2024, ma cresce l’import.
A Pitti Filati sono una trentina le aziende pratesi presenti (su 119 totali). Il 40% del fatturato del settore filati a Prato è fatto da esportazioni che hanno visto un calo soprattutto nei paesi dell’Unione Europea (la Germania è tra i mercati più appetibili per il tessile pratese) mentre i cosiddetti paesi Brics sono in crescita.
Dal punto di vista della creatività sono scena a Pitti tutte le tendenze filati per l’Autunno-Inverno 2027/28. Fantasia, tessuti naturali e sostenibilità la fanno da padroni ma il cambiamento climatico ha modificato anche le produzioni stagionali.
FIRENZE - PITTI FILATI: ANCORA CRISI MA CON UN CAUTO OTTIMISMO
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