Prove generali ancora no, ma il campo largo prosegue nel suo frastagliato percorso verso il tentativo di unirsi in vista delle elezioni politiche del 2027. Soltanto che, come è sempre stato, a prevalere sono ancora oggi le sfumature. Anzi, in alcuni casi potremmo parlare proprio di colori diversi, se – come ha detto oggi il leader dei 5 stelle Giuseppe Conte alla Festa del Fatto Quotidiano a Marina di Pietrasanta – ad esempio il Movimento 5 Stelle “non è in politica per portare l’acqua al mulino di qualcuno. Noi – ha detto riferendosi al PD – non possiamo preventivamente metterci nelle mani di un’altra forza politica. Alle primarie arriviamo perché la regola del partito più forte, è una regola egemonica”. Tradotto: primarie sì, e rapide, ma nessun accordo preventivo. Una sferzata all’idea che il campo largo possa nascere e compattarsi proprio da un voto ai gazebo, con la regola del “chi vince piglia tutto”. Conte ha anche detto di non essere ossessionato da Palazzo Chigi, e che il programma dovrebbe venire prima del resto, ma invita Schlein a fare in fretta sulle primarie, sfidandola anche su alcuni fascicoli, come la politica internazionale e il sostegno all’Ucraina, su cui – dice – “dovremo precisare qualche punto”. Se dunque 5 stelle e PD sembrano giocare all’elastico, altre sfumature nascono in casa centrosinistra, intorno a varie personalità che vedono nelle urne del ’27 la possibilità di incidere. Tra loro, oltre alla compagine di centro, anche Ernesto Maria Ruffini, che ha fondato il Movimento Più Uno e che venerdì era a Firenze per l’evento organizzato da Firenze Democratica.
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