Scorie sul campo largo, è proprio il caso di dirlo. La giunta regionale si spacca sul voto per il via libera al nuovo impianto di ossicombustione a Peccioli, voluto dal presidente Giani e ovviamente dal sindaco della città in provincia di Pisa, Renzo Macelloni. Ma il passaggio non è scontato, e rischia di incrinare gli equilibri interni, al primo vero fascicolo sensibile dall’insediamento del governo regionale (avvenuto ormai un anno fa). A votare contro il provvedimento è stato Alberto Lenzi, assessore al Lavoro in quota AVS. Le motivazioni sono diverse: “operazione priva delle necessarie garanzie finanziarie – scrivono da AVS – con eventuali squilibri economici che finirebbero per gravare sui Comuni e sulla TARI (l’opera costerà tra i 130 e i 180 mln di euro); capacità dell’impianto (177mila tonnellate annue) nettamente superiore ai reali bisogni del territorio; sul piano tecnologico una scelta sperimentale e priva di un consolidamento industriale. Per questo AVS chiede una riflessione ulteriore alla Giunta, per continuare sulla strategia dei Rifiuti Zero, come fatto ad esempio – citano – dal Comune di Capannori.
Tanto che – all’assist fornito da AVS – si accoda e ringrazia oggi l’ex sindaco di quel comune (nonché di Viareggio) Giorgio Del Ghingaro: “La decisione regionale –scrive – dimostra la mancanza di una reale volontà di cambiare prospettiva. Si continua a programmare partendo dalla necessità di trattare grandi quantità di rifiuti, anziché costruire un sistema capace di produrne sempre meno.”
Questione aperta, dunque, sul piano di merito dell’impianto in questione, ma come detto è la tenuta politica a subire lo scossone più forte: se infatti il voto contrario di AVS era prevedibile, quello favorevole dell’assessore all’ambiente David Barontini, Movimento 5 stelle, era del tutto inaspettato. A convincerlo della bontà del progetto sarebbe stato lo stesso presidente Giani, che esprime soddisfazione. Gelo invece dal partito di Giuseppe Conte: silenzio stampa da parte dei vertici, e Barontini che tenta di raddrizzare il colpo: “restano ferme le perplessità sul progetto e il mio voto non cambia la posizione politica sulla gestione dei rifiuti in Toscana” dice.
Infine, in casa PD, si registra l’assenza dell’assessora Alessandra Nardini, che preferisce evitare i riflettori, aprendo un caso tutto pisano in merito alla sua posizione nei confronti di Peccioli.
Insomma, la maggioranza oggi appare più divisa che mai, e il caso potrebbe essere il primo di una serie più lunga, dato che su rifiuti, energia e ambiente la Toscana sconta un ritardo strutturale, ma anche prospettive che dividono profondamente le forze del campo largo.
TOSCANA - RIFIUTI, PECCIOLI: LE SCORIE NEL CAMPO LARGO
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