PRATO - Il picco dell’influenza sotto le feste natalizie ha messo in crisi pronto soccorso, guardia medica e servizi territoriali

L'assenza dei medici di famiglia ha comportato la mancanza di un filtro e così i cittadini hanno preso d'assalto il numero unico 116117: solo la vigilia dell'Epifania le telefonate da tutta l'area Asl Toscana Centro sono state 17mila
Nadia Tarantino
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Migliaia di telefonate al giorno e solo la vigilia dell’Epifania qualcosa come 17mila. Un vero e proprio assalto ai centralini della ‘continuità assistenziale’ (ex guardia medica) con la Asl Toscana centro che ha fatto fatica a reggere l’ondata di richieste. Colpa soprattutto dell’influenza: sintomi particolarmente aggressivi che hanno generato un incremento del 15 per cento di ingressi al pronto soccorso (la carenza di letti, per le necessità di ricovero, si sono fatte sentire e tanto con permanenze sulle lettighe anche di tre giorni), e massiccio numero di casi registrati nei giorni di festa. Il numero di telefono 116117 non ha praticamente smesso mai di squillare e il grosso delle chiamate, lunedì scorso, si è concentrato tra le 8 e le 11 con attese anche di 15 minuti. “Un tempo di attesa accettabile – secondo Niccolò Biancalani, segretario regionale Fimmg Toscana (Federazione italiana medici di medicina generale) – dal momento che non si tratta di urgenza da pronto soccorso dove, invece, i tempi sono molto più ristretti”.
Le difficoltà ci sono state, è innegabile. “A differenza dello scorso anno quando il grosso dell’influenza arrivò a fine gennaio – spiega Biancalani – quest’anno quella situazione si è presentata nel periodo natalizio. La mancanza della medicina generale nei giorni rossi ha generato l’assenza di filtro: le migliaia di telefonate arrivate al 116117 sono più o meno quelle che, di norma, vengono ammortizzata da noi medici. E’ chiaro che lavoreremo per migliorare la risposta territoriale in vista del prossimo anno ma anche delle prossime festività, penso a Pasqua per esempio, seppure non sarà periodo di impatto influenzale”.
Il segretario regionale Fimmg Toscana conosce bene la necessità di un rafforzamento dei servizi territoriali che, tradotto, significa più professionisti in turno. Facile a dirsi, assai meno a farsi: non è solo un problema di carenza di medici di medicina generale, è anche un problema di riconoscimento economico perché – va detto – quello che resta in tasca al netto della tassazione, è davvero poca cosa. Ma c’è anche altro: “Siamo nel mezzo di una riforma – spiega Niccolò Biancalani – che rivoluzionerà il metodo sanitario territoriale. Attraverso le case di comunità – hub, cioè centrali aperte 24 ore su 24, e spoke, cioè periferiche aperte 12 ore – i cittadini troveranno sempre un medico preparato a gestire la loro necessità grazie a banche dati aggiornate e condivise”. Un aiuto importantissimo per il pronto soccorso che potrà essere alleggerito dell’afflusso – quasi sempre iper afflusso – che registra. “Serve – avverte il dottor Biancalani – un po’ di educazione sanitaria e quindi sapere che non sempre serve presentarsi al pronto soccorso, che ci sono strutture sul territorio in grado di dare risposte ai bisogni meno urgenti e si tratta di strutture dotate di diagnostica di base”. Quando la rivoluzione diventerà realtà, quando entrerà a regime? “Verosimilmente tra marzo e aprile – dice Niccolò Biancalani – a Prato sono previste due case di comunità hub e tre spoke”. Il punto ad oggi? Il quadro provinciale è il seguente: una casa di comunità e casa della salute già in funzione in via Fra’ Bartolomeo a Prato e in via Becheroni a Vernio (aperte il 5 gennaio, per la prima volta in un giorno prefestivo, dalle 8 alle 20); una in costruzione in via Toscanini a San Paolo, una in fase di realizzazione nel vecchio padiglione di anatomia patologica al Misericordia e Dolce, altre da realizzare a Montemurlo, Poggio a Caiano, Vaiano. La strada è lunga ma c’è fiducia. Solo quando il mosaico territoriale sarà completo, si potranno apprezzare fino in fondo i vantaggi della riforma. Serve pazienza: a Poggio a Caiano, per esempio, la prima pietra per la casa di comunità finanziata con fondi Pnrr è stata posta a gennaio 2025. A San Paolo, in via Toscanini, cantiere aperto a maggio 2024, a pochi giorni dal voto, poi tutto fermo. I cittadini (pazientemente) aspettano. (nt)         

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