Con 42 eventi criminali segnalati nell’arco di tempo fra il 2022 e il 2025, il porto di Livorno è secondo in Italia, alle spalle solo di Genova: il dato arriva dall’associazione Libera, che ha presentato la terza edizione del rapporto “Diario di Bordo. Storie, dati e meccanismi delle proiezioni criminali nei porti italiani e oltre”. Il report dedica all’hub toscano un focus a parte. Il porto labronico è il terzo per merci movimentate dopo Genova e Gioia Tauro, ma è anche un crocevia di rilievo per i traffici di cocaina. Lì dal 2011 al 2024 è stato sequestrato il 74% della cocaina sottratta al mercato in tutto il territorio regionale: 7.818 chili. Il porto di Livorno è diventato, nel tempo, un nodo centrale nelle dinamiche criminali nazionali e internazionali, in particolar modo nel mercato internazionale della cocaina. L’analisi delle fonti istituzionali e giudiziarie mostra uno scalo utilizzato non solo come punto di arrivo, ma anche come spazio di transito e sperimentazione operativa. Emergono reti criminali transnazionali flessibili, capaci di adattarsi alle opportunità offerte dalla logistica portuale e di intrecciarsi con segmenti della filiera legale. Al centro di queste dinamiche vi sono l’accesso allo spazio portuale, il ruolo degli intermediari e la professionalizzazione delle squadre di recupero.
LIVORNO - IL PORTO DI LIVORNO SECONDO IN ITALIA PER CRIMINALITA’
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