Unire in matrimonio pubblico e privato per rilanciare l’impiantistica sportiva e dare finalmente risposte concrete e durature alle esigenze delle società costrette – chi più chi meno – a misurarsi con strutture inadeguate quando non fatiscenti. E’ una delle proposte che arriva dal cluster Sport di Confartigianato pronto – è il caso di dire – a scendere in campo per fare del tema qualcosa in più di un semplice capitolo da campagna elettorale. “E’ il momento del salto di qualità, è il momento di passare dalle parole ai fatti – dicono i rappresentanti del cluster – sul piano dell’impiantistica la città è rimasta indietro e non basta più solo dirselo”.
Il ventaglio delle proposte comincia a prendere forma e fa leva non soltanto su dettami nazionali come, ad esempio, l’articolo 4 della riforma sportiva che introduce il partenariato pubblico/privato per la costruzione, l’ammodernamento, l’adeguamento degli impianti, ma anche su una diversa visione politico/amministrativa. Che significa nei fatti? “Servono – spiega Enrico Cammelli, direttore generale del CSl Prato Social club e referente del cluster – concessioni più lunghe per agevolare gli investimenti del gestore che, con una prospettiva temporale più ampia, può contare su un ammortamento della spesa. Spesa che, alla fine, si traduce in patrimonio pubblico”. E’ un’altra delle proposte che finiranno nel documento da sottoporre ai prossimi candidati sindaci. Un documento corposo, di spessore, propositivo perché sugli impianti non si può più rimandare. “La città è molto indietro, le esigenze sono tante, i problemi quotidiani anche di più – l’amaro commento di Fabio Amerighi, presidente della Pallacanestro Dragons e vicepresidente della Tushe Pallamano – fare attività sportiva a Prato è diventata una missione impossibile”.
Difficoltà su difficoltà in un territorio che ha pochi impianti e quei pochi spesso ridotti male perché per troppi anni le manutenzioni sono state solo toppe. Ma c’è dell’altro: le società sportive ospiti nelle palestre delle scuole che hanno esigenze loro, orari loro, disponibilità loro. Una convivenza non sempre facile e che, qualche volta, si scontra con le diverse regole a cui sono sottoposte le strutture comunali e quelle provinciali.
Parlare di disfatta forse è esagerato ma è certo che sull’impiantistica sportiva Prato ha tanto, tantissimo da lavorare e le colpe non stanno tutte da una parte: non c’è solo la miopia di un assessorato allo Sport senza portafoglio e senza voce in capitolo sull’edilizia sportiva, non è solo questione di una burocrazia soffocante o delle famose ‘coperte corte’, c’è anche un contesto che non partecipa.
“O si decide di creare un rapporto tra pubblico e privato per mettere in moto investimenti oppure si fa un censimento degli impianti per quantificare le risorse necessarie a migliorarli – dice Alessio Polidori, amministratore delegato del Futsal Italgronda Prato e portavoce del cluster Sport di Confartigianato – e se si sceglie la seconda strada, siamo certi che il pubblico ha i soldi per intervenire”? La risposta è fin troppo facile. Investire significa non solo dotare la città di impianti moderni e al passo coi tempi ma contribuire alla crescita e alla competitività delle società.
“Essendo un attore sociale importante in città – le parole del segretario, Davide Majone – Confartigianato è impegnata nella tutela e nella valorizzazione delle realtà locali che operano in un ambito sempre più strategico per il benessere della comunità e per la coesione sociale del territorio. Consideriamo lo sport un veicolo fondamentale di sviluppo e coesione e per questo ci è sembrato importante offrire le nostre competenze creando un cluster che non può prescindere dalla tematica degli impianti. Lavoreremo affinché si possa tradurre la proposta in azione politica e amministrativa con ricadute positive generalizzate”. (nadia tarantino)
PRATO - Impianti sportivi, Confartigianato tende la mano al prossimo sindaco: “Privati pronti ad investire”
Il cluster Sport nato in seno all'associazione di categoria mette sul piatto le proposte utili al cambio di rotta: "Il tema non può più essere rimandato perché fare attività sportiva in questa città è diventata una missione impossibile"
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