Il commercio di prossimità in Toscana tra il 2015 e il 2025 ha ‘perso’ 7.149 negozi. L’anno scorso erano di poco più di 81.000 esercizi attivi contro gli oltre 88.300 del 2015. In questi dieci anni è però cresciuto il numero degli addetti: +19,5%, pari a oltre 30.900 unità, risultando nel 2025 complessivamente più di 190.500. È quanto emerge dall’Osservatorio reciprocità e commercio locale realizzato da Nomisma in collaborazione con Percorsi di Secondo welfare per il quale “il commercio di prossimità resta centrale per il sostegno dell’economia locale”.
Nel periodo di osservazione è Pisa ad aver pagato il prezzo più alto in termini assoluti ma la situazione risulta negativa anche a Firenze (con un saldo negativo pari a -956), Massa Carrara e Lucca. In termini percentuali, è Massa Carrara ad aver fatto registrare la contrazione più marcata (con un calo del -16,3%), precedendo nella graduatoria regionale Pisa (-13,8%), Arezzo (-11,4%) e Siena (-10,6%). Più contenuta la flessione a Firenze (-4,4%). Riguardo agli addetti aumentano in tutte le province della Toscana con vette del +25,2% a Firenze, +21,7% a Prato, +21,4% a Grosseto e del +20,8% a Livorno. La crescita più contenuta, invece, si registra a Massa Carrara (+6,3%) e Pistoia (+8,2%).
Si registrano invece “dinamiche differenti a seconda del settore di attività”: la perdita di negozi di vicinato “riguarda in particolare i settori cultura e svago e tessile, abbigliamento e accessori (in calo sia per numero di esercizi sia di addetti), insieme a comparti tradizionali come ferramenta, gioiellerie, mobili e alimentari. Segnali più positivi emergono invece dal commercio di articoli per l’edilizia e da quello legato alla cura della persona trainati rispettivamente dalle dinamiche del ciclo edilizio e da una crescita della domanda di servizi. È però la ristorazione a confermarsi il principale motore di crescita, con aumenti sia nel numero delle imprese attive sia degli addetti”.
TOSCANA - IN 10 ANNI SCOMPARSI OLTRE SETTEMILA NEGOZI
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