Resta in carcere il 26enne honduregno arrestato per concorso nel tentato omicidio di Jacopo Cerbai, 23 anni, cameriere di Casa Targi, il ristorante in piazza Mercatale a Prato davanti al quale, nella notte tra l’11 e il 12 maggio, il tentativo di rapina ai danni dei titolari – marito e moglie – si è trasformato in cieca violenza fino alla coltellata assestata dal complice, un quindicenne italiano, anche lui arrestato. Una coltellata che ha trafitto il cuore del cameriere, vivo per miracolo grazie ad un complesso intervento chirurgico compiuto all’ospedale di Prato. Il giudice delle indagini preliminari, Francesca Del Vecchio, ha recepito la richiesta della procura, che contesta anche la tentata rapina, di mantenere la custodia cautelare in carcere, respingendo quella degli avvocati della difesa, Paolo Tresca e Anna Coppola, di concedere almeno gli arresti domiciliari in ragione del fatto che il loro assistito non ha precedenti penali e che non sussiste il pericolo di fuga (l’indagato è in Italia in forza del ricongiungimento familiare). Ci sarebbe però – stando alla tesi dell’accusa – il pericolo di reiterazione del reato. Così come il minorenne, per il quale è attesa la decisione circa la misura cautelare (avvocato Maurizio Milani), l’honduregno si è avvalso della facoltà di non rispondere.
Le immagini di una telecamera di sorveglianza puntata sull’ingresso del ristorante, le dichiarazioni dei testimoni, i riscontri investigativi hanno consentito di chiudere il caso in poche ore. Secondo la ricostruzione, i due giovani sono entrati in azione alla chiusura del locale, quando i titolari e il cameriere sono usciti. Prima la richiesta di soldi con il 26enne che, telefonino in tasca, avrebbe simulato la presenza di una pistola mentre il minore minacciava con un coltello, poi la discussione, l’aggressione al titolare spinto a terra con un pugno, il tentativo di molestie sulla moglie e, infine, la coltellata a Jacopo Cerbai intervenuto in sua difesa. Tutto in pochissimi minuti. E’ un automobilista di passaggio, fermato dalla donna, a chiamare i soccorsi. Quando la polizia arriva, le condizioni del cameriere sono disperate. I due vengono individuati e bloccati quasi subito ma ai poliziotti rispondono con minacce, calci e sputi e per questo viene contestato il reato di resistenza a pubblico ufficiale. (nt)