MONTEMURLO - Le feste senza sorrisi degli operai ex L’Alba: nessuna novità dal tavolo istituzionale. I Sudd Cobas: “Serve assunzione di responsabilità da parte di tutti”

Il sindacato prosegue il presidio permanente in via Lecce a Montemurlo, accanto al capannone in cui si sarebbe trasferita la stireria dopo il licenziamento in tronco dei diciotto dipendenti
Nadia Tarantino
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La notte di Natale e quella di Capodanno passate al freddo, sotto le tende. E lo stesso succederà stasera, notte dell’Epifania. Feste amare, amarissime per i diciotto lavoratori della stireria L’Alba, senza stipendio da agosto e appesi alla speranza che il tavolo istituzionale aperto dalla Provincia di Prato più di tre mesi risolva finalmente la vertenza. “Il caso de L’Alba – le parole di Francesca Ciuffi di Sudd Cobas – è uno di quelli in cui la peggiore notizia è l’assenza di notizie”. Il riferimento è al fatto che dal 19 dicembre sono spenti i riflettori sul tavolo che punta a ricollocare i diciotto operai attraverso l’affidamento delle commesse ad un nuovo soggetto industriale. “Il presidente Calamai aveva assicurato che una nuova riunione sarebbe stata convocata tra la fine di dicembre l’inizio di gennaio – ancora Ciuffi – ma nessuno si è più fatto vivo e non sappiamo perché”.

Sudd Cobas è in presidio permanente in via Lecce a Montemurlo, accanto al capannone in cui si sarebbe trasferita la stireria dopo il licenziamento dei diciotto operai; licenziamenti in blocco dopo poche settimane dalla regolarizzazione dei contratti di lavoro: “L’Alba continua di fatto ad esistere – la denuncia del sindacato – ma sotto un altro nome, con un altro titolare, con una diversa ragione sociale. E con il reclutamento di altri operai”.

L’impegno del tavolo istituzionale, voluto – va detto – dal presidente della Provincia, è quello di garantire continuità occupazionale ai lavoratori. Gli ingredienti, ad oggi, ci sono: c’è un soggetto industriale interessato ad investire sul territorio e a farsi carico degli operai, ci sono i sei committenti de L’Alba che hanno accettato di partecipare al confronto e di trattare l’affidamento delle commesse, c’è un sindacato, ci sono diciotto giovani che non vedono l’ora di tornare a lavorare. Manca la firma sull’accordo. Il 19 dicembre Calamai aveva parlato di “ulteriori verifiche necessarie per arrivare alla soluzione”. “Ora è il momento di stringere – dice Luca Toscano – come sindacato avremmo potuto chiedere ai committenti di internalizzare i lavoratori, avremmo potuto intraprendere strade diverse da quella che abbiamo effettivamente imboccato. Era chiaro a tutti che la nostra proposta non avrebbe portato risposte in tempi brevi e più di tutti era chiaro agli operai che si sono assunti il peso di altri mesi senza stipendio, di altri mesi di presidio all’aperto. Ora serve un’assunzione di responsabilità da parte di tutti i soggetti che siedono al tavolo istituzionale, ora è il momento delle garanzie”.

Quattro mesi, ormai quasi cinque senza stipendio sono un’infinità: qualcuno degli operai ha perso la casa e dorme sotto le tende di Sudd Cobas. “Ogni giorno che passa – dice ancora Luca Toscano – è un giorno in più senza lavoro e senza soldi”.

La speranza è che il silenzio calato sul tavolo istituzionale sia dovuto solo al fatto che le feste di Natale rallentano quando non bloccano del tutto alcune attività  di confronto e burocratiche. E’ certo però che Sudd Cobas aspetta notizie a stretto giro di posta. Il modello che potrebbe uscire dal tavolo istituzionale è inedito, innovativo per il distretto pratese, ma potrebbe rappresentare un efficace precedente per risolvere situazioni come quella della stireria L’Alba: in pratica si tratta di un passaggio di commesse da un fornitore di servizi ad un altro con l’assicurazione del mantenimento dei posti di lavoro. Un tavolo partito tra defezioni, ripensamenti, passi indietro dei committenti e poi finalmente composto nella sua interezza: Lanificio Roma, Lanificio Nello Gori, Giupel, Dixie, Patrizia Pepe e la proprietà di Canadian. “La direzione è quella giusta – il commento di Francesca Ciuffi – la strada è positiva, ora serve l’ultimo sforzo che, in questo momento, è anche funzionale al fatto che a marzo riprende la stagione e il distretto ha bisogno di colmare il vuoto lasciato dalla stireria L’Alba. La firma non significa cominciare a lavorare il giorno dopo, significa dare garanzie agli operai in attesa del tempo necessario a insediare l’attività, fare le assunzioni e finalmente cominciare”. (nadia tarantino)    

 

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