CALENZANO (FI) - STRADA DEL CARLONE: PROSPETTIVE E POLEMICHE

Alessio Poggioni
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Striscioni minacciosi sono comparsi in questi giorni a Calenzano, duri contro la possibile realizzazione della strada cosiddetta del Carlone, che dovrebbe collegare la frazione omonima in Mugello (tra Vaglia e la periferia di San Piero a Sieve) e l’abitato di Legri, Calenzano. Due vallate che oggi comunicano tra loro solo attraverso due punti: a sud l’area urbana fiorentina (monte morello, bolognese e faentina) oppure molti chilometri a nord, attraverso Barberino di Mugello.
In realtà, sulle mappe, una terza via c’è, e non è metafora: è una strada, la SP107, che collega le due zone, costituendo di fatto una via intermedia rispetto alle altre due soluzioni. Una strada che però oggi è transitabile solo a metà, partendo da Legri, e che dopo qualche chilometri si dirama in diverse strade bianche. Ripristinare il collegamento, è diventato per alcuni amministratori mugellani, ma soprattutto per la Regione Toscana, una priorità: nella loro lettura, potrebbe migliorare i collegamenti e alleggerire il traffico su arterie congestionate come la Bolognese e la Faentina. Per questo, la Regione ha stanziato già oltre 3 milioni di euro per lo studio di fattibilità.
Ma non c’è voluto molto perché spuntassero i detrattori, tra cui figurano il Comune di Calenzano e alcune associazioni e singoli attivisti locali, che hanno espresso forte contrarietà, promuovendo petizioni e mozioni contro il progetto. I rischi, secondo i contrari, sarebbero l’impatto ambientale dell’opera, con ripercussioni di traffico sulla SP8, la strada delle Croci, già fortemente congestionata. Non solo. Secondo il consigliere di Borgo San Lorenzo Giacomo Tagliaferri, la zona è ad alto rischio idrogeologico, quindi le conseguenze del realizzare una nuova strada sarebbero impattanti sull’area boschiva e potenzialmente rischiose per la tenuta del territorio. Infine, non secondario, l’antropizzazione di un’area boschiva e le ricadute sulla biodiversità.
I comitati, dunque sorgono, e soprattutto il versante fiorentino sembra contrario all’opera. Anche se c’è chi, come imprenditori e artigiani, vede anche i possibili effetti positivi dell’opera: come ad esempio la CNA della Piana, che sposa il progetto ma chiede una riflessione per evitare che l’ultimo tratto della nuova strada ricada sulla già trafficata provinciale 8, e sul comune di Calenzano. Occorre tempo – dicono – per arrivare a una scelta equilibrata, che tuteli ambiente e qualità della vita.
Ma comitati e attivisti sono già all’opera e minacciano di rendere la zona come la Val di Susa, teatro per anni di scontri e proteste contro la realizzazione della TAV Torino-Lione.

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