Correva l’anno 1425. A Firenze stava scoppiando il Rinascimento, la prospettiva era il concetto rivoluzionario che stava trasformando l’arte. E Tommaso Guidi detto Masaccio la usa magistralmente (probabilmente aiutato, almeno nella costruzione architettonica dello sfondo, da Brunelleschi) nella Trinità che affresca nella terza arcata della navata di sinistra della Basilica di Santa Maria Novella. Chi entrava doveva avere l’impressione di vedere una cappella vera e propria. Il dipinto rappresenta un pilastro dell’arte rinascimentale, per il realismo delle figure e per essere una delle prime applicazioni rigorose in pittura della prospettiva lineare centrica. Non sono state poche le vicissitudini a cui è andato incontro. Fu Vasari – che pure aveva elogiato l’opera sostenendo che “buca il muro” – a coprirlo con un altare in pietra nel 1570 che lo nascose per trecento anni. Venne ritrovato nell’Ottocento, in occasione della ristrutturazione della Chiesa, tutto sommato in buone condizioni, ma spostato dalla sua collocazione originale dove tornò solo nel 1952. Fu allora che venne scoperto lo scheletro dipinto alla base della Trinità con la scritta “Io fu[i] già quel che voi siete e quel ch’io son voi anco sarete” che rappresenta la parte “terrena” ai piedi della trinità. Il restauro del dipinto risale ai primi anni Duemila ad opera dell’Opificio delle pietre dure ma era il supporto ligneo ad aver bisogno di un intervento per “sganciare” l’opera dal muro, evitando possibili danni futuri. La parete dietro l’affresco presenta infatti una vecchia lesione, sufficiente a far muovere il muro di pochi millimetri. Se a ciò si somma agli sbalzi di temperatura e umidità, il supporto in legno, gesso e canniccio si dilata, spinge sugli intonaci e rischia di crepare il dipinto. I restauratori hanno ricavato uno spazio tra il telaio dell’affresco e la parete, in modo che che l’opera di Masaccio possa assestarsi in autonomia. L’operazione – durata circa tre anni – è stata finanziata dal ministero dell’Interno attraverso il fondo Edifici di culto.
FIRENZE - TORNA A “RESPIRARE” LA TRINITÀ DI MASACCIO IN SANTA MARIA NOVELLA
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