L’economia illegale – droga, prostituzione, contrabbando – ha prodotto in Toscana, nel 2023, un giro d’affari pari a un miliardo e mezzo di euro. Una cifra che, sommata all’economia sommersa – lavoro nero, evasione fiscale – porta a quasi 15 miliardi l’ammontare dell’attività non osservata, vale a dire di quella attività che sfugge alla rilevazione diretta. Lo dice Irpet nel suo ultimo rapporto ‘Illegalità e criminalità organizzata nell’economia Toscana’. Economia illegale e economia sommersa valgono insieme il 10 per cento del Pil regionale: un dato per nulla trascurabile che conferma quanto la Toscana sia permeabile al compimento di reati economici. Tre gli indicatori che sono spia di vulnerabilità e fragilità: le imprese che non fanno innovazione tecnologica, ambientale e sociale; le imprese, soprattutto individuali straniere, che aprono e chiudono con alta frequenza come succede in particolare a Prato e a Empoli, le imprese che ricorrono in modo massiccio ai contratti part-time, pratica che è più ricorrente a Livorno, Piombino, Massa Carrara e a Prato dove il 65 per cento dei dipendenti delle confezioni di abbigliamento è assunto a tempo parziale.Altra anomalia arriva dalla presenza delle imprese cartiere che servono non a produrre valore ma a generare evasione, elusione e riciclaggio attraverso l’emissione di fatture per operazioni inesistenti.
Il rapporto mette in risalto anche quanto la Toscana sia terra di criminalità organizzata: ristorazione, commercio, edilizia e servizi turistici soprattutto nei centri a forte attrattività come Firenze. Tra le criminalità straniere in espansione figura quella albanese che è concentrata su droga, riciclaggio e compravendita di immobili e attività economiche. Cresce la pericolosità della criminalità organizzata cinese specie a Prato dove è in corso una vera e propria guerra di mafia. Prato, Firenze e Massa Carrara le province più esposte al radicamento della criminalità sia italiana che straniera: lo dicono indicatori precisi come beni confiscati, procedimenti giudiziari e flussi sospetti di capitale. Infine: secondo l’analisi di Irpet, Firenze è la capitale toscana del riciclaggio, Prato della contraffazione, Livorno del narcotraffico.
TOSCANA - LA MAPPA DELLA CRIMINALITÀ IN TOSCANA
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