FASANO (BRINDISI) - Minacce al procuratore Tescaroli, trovato un proiettile: “Non mi faccio intimidire. Il programma della giornata non è cambiato”

Una cartuccia calibro 9 trovata davanti al Comune di Fasano dove il magistrato è stato invitato per presentare il suo libro 'Il biennio di sangue' che ripercorre le stragi di mafia del 1993. Indagini in corso
Nadia Tarantino
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“Il proiettile? Non mi faccio intimidire e ho rispettato il programma della giornata”. Il procuratore di Prato, Luca Tescaroli, parla così dopo il ritrovamento di un proiettile davanti al Comune di Fasano, in provincia di Brindisi, dove è stato invitato a presentare il suo libro ‘Il biennio di sangue’ che ripercorre le stragi di mafia che nel 1993 hanno insanguinato Roma, Firenze e Milano. Il proiettile è stato trovato dai carabinieri che hanno immediatamente avvertito la scorta del magistrato che ha comunque deciso di non saltare l’appuntamento. “Se era intimidazione – ha spiegato – non potevo dare segni di paura”.
Luca Tescaroli vive sotto scorta per le minacce ricevute in passato. La notizia del ritrovamento di una cartuccia calibro 9 usata, è stata comunicata al procuratore qualche minuto prima della partenza da Locorotondo per Fasano: “Il caposcorta mi ha informato dicendomi – le parole di Tescaroli – che per arrivare nella sala della presentazione del libro avrei dovuto attraversare il punto in cui è avvenuto il rinvenimento. Mi è stata mostrata una foto della cartuccia, io ho deciso di tenere fede all’impegno e sono partito per raggiungere il Comune di Fasano”.
Indagini sono in corso per ricostruire quanto successo e individuare collegamenti tra la cartuccia abbandonata e la presenza di Luca Tescaroli. Le immagini delle telecamere di videosorveglianza potranno fornire elementi utili a indirizzare il lavoro degli investigatori.
Diverse le minacce ricevute dal procuratore nel corso della sua carriera e in particolare negli ultimi anni con il ritrovamento a Firenze, davanti alla sua abitazione, di un pacco sospetto e con il recapito di una lettera con una chiara minaccia di morte.
Delicata e complessa l’attività che il procuratore sta portando avanti a Prato dal giorno del suo insediamento. Sotto la lente di ingrandimento sono finite le dinamiche interne alla comunità cinese, i profili che richiamano la mafia e le connivenze con il tessuto locale a tutti i livelli.   

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