FIRENZE - L’APERTURA DI NARDELLA AI CPR PER I MIGRANTI CHE DELINQUONO

Chiara Valentini
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“Ho molta stima del prefetto che ha usato parole di buon senso ma serve la scelta di un luogo giusto e la conferma che si tratti di una struttura di piccole dimensioni, non voglio un semi carcere in Toscana, né un luogo di smistamento dove arrivino soggetti da altre regioni. Ci dobbiamo lavorare per arrivare a un sì, molto dipende dal posto giusto”. Così parlava Eugenio Giani nel dicembre 2022 quando la possibilità di un CPR in Toscana iniziò ad essere concreta. Iniziò, perchè in passato ogni tentativo era naufragato in un secco no delle istituzioni. Favorevoli anche i sindaci Toscani rispondendo alla proposta (sempre con i distinguo di “umanizzazione”). Durò poco. Già nel marzo 2023, con il nuovo corso del PD (più a sinistra, diciamo) Giani divenne molto più categorico per il No, fino a un sonoro “non se ne parla neanche” con il consolidamento del campo largo. Ora però in quello stesso campo l’ex sindaco di Firenze (che in quel dicembre 2022 era tra quelli che rispose “basta ipocrisie il CPR è necessario” all’uscita dalla riunione col prefetto) getta un seme destinato a portare qualche problema di visuale. In una intervista alla Nazione dichiara:

“A Giani dico: d’accordo, non ci piacciono i Cpr di Salvini e allora mettiamo in campo le nostre soluzioni senza però fare più l’errore che la sinistra ha fatto da una quindicina d’anni a questa parte, ovvero sottovalutare la questione della sicurezza. Molto meglio che una persona che ha compiuto reati sia in un centro che alla stazione dove può delinquere ancora”. “Credo sia sbagliato archiviare il tema dei rimpatri dicendo semplicemente di ‘no’ ai Cpr”, spiega ancora Nardella. che lancia anche una proposta: ribattezzare “questi luoghi in Cri, ovvero centri di rimpatrio e integrazione”. Alla domanda se sia un messaggio che manda a Elly Schlein, Nardella risponde: “Diciamo piuttosto che è un appello che mando in generale al mio partito: non dividiamoci, riprendiamo la filosofia della legge del 1998 Turco-Napolitano con i Cpt, i centri di permanenza temporanea, periodo nel quale si contavano circa 20mila allontanamenti all’anno ma con centri che avevano chiari profili amministrativi e di tempistiche, ovvero detenzioni di soli 30 giorni e non di 18 mesi come oggi”.
Non sono pochi i toscani chiamati alle urne quest’anno e il CPR è, ormai di default ovunque, argomento da campagna elettorale. Vedremo con quali frutti fiorirà il seme lanciato da Nardella

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