La plenaria di Strasburgo si chiude con un indirizzo preciso, dopo il discorso sullo Stato dell’Unione di Ursula von der Leyen, che ha indicato sicurezza e difesa come una delle priorità della nuova fase europea. Più cooperazione militare, nuovi progetti comuni e un rafforzamento delle capacità di difesa, nel quadro della Nato, ma anche un’Europa più autonoma sul piano strategico. E soprattutto la conferma del sostegno all’Ucraina.
È proprio sul tema del riarmo e del rapporto con Kiev che riemerge tuttavia una delle fratture più evidenti nella politica italiana. La distanza tra Movimento 5 Stelle e PD, su questo tema, non è mai stata così grande, con il primo fortemente critico sul rafforzamento militare e sulla prosecuzione degli aiuti all’Ucraina, e il secondo sostenitore di una maggiore integrazione della difesa europea e sul sostegno a Kiev.
Ma riarmo e difesa europea non sono stati gli unici protagonisti della plenaria. Strasburgo ha parlato anche di confini e migrazioni, con Von der Leyen che ha definito Ceuta una frontiera europea, assicurando alla Spagna il sostegno dell’Unione dopo le tensioni dell’estate. E ha annunciato un nuovo strumento europeo per le situazioni di emergenza, insieme al rafforzamento di Frontex e delle politiche sui rimpatri, ottenendo il plauso delle destre.
Il fatto più rilevante, tuttavia, almeno per i riflessi diretti sulla vita quotidiana, riguarda il rapporto tra internet e minori, con l’approvazione di una relazione sull’impatto dei social e dell’ambiente online sui giovani, che chiede maggiore responsabilità alle piattaforme, trasparenza degli algoritmi e protezioni più stringenti contro i meccanismi che incentivano l’uso compulsivo. È il terreno sul quale la presidente ha annunciato l’Eu Kids Act: niente social sotto i 13 anni, account personali vietati sotto i 15 e, tra i 13 e i 15 anni accesso soltanto attraverso account supervisionati dai genitori e con funzionalità limitate. Per gli adolescenti più grandi, invece, piattaforme obbligate a garantire una progettazione più sicura. Un capitolo che si intreccia inevitabilmente con quello dell’intelligenza artificiale e con la richiesta europea di mantenere il controllo umano sulle nuove tecnologie.
Una settimana, dunque, nella quale l’Europa ha provato a definire le proprie priorità – sicurezza, difesa, confini, tecnologia – ma che ha restituito anche l’immagine di un continente ancora attraversato da profonde divisioni. Divisioni che emergono ancora più forti in Italia, dove la campagna elettorale per le politiche del 2027 è già iniziata.
STRASBURGO - SI CHIUDE LA PLENARIA DEL PARLAMENTO EUROPEO
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