Il 4,9% delle famiglie toscane vive sotto la soglia di povertà assoluta (una definizione Istat che significa non riuscire a vivere una vita dignitosa soddisfacendo i bisogni primari). Numeri migliori rispetto alla media nazionale, 6,2%, ma raddoppiati negli ultimi 15 anni. E’ quanto emerge dal nono rapporto ‘Povertà e inclusione sociale’ realizzato dall’Osservatorio sociale della Regione Toscana basato su dati del 2024. La percentuale del 4,9 aumenta al 6,6% per le famiglie con minori a carico. E avere un lavoro non mette al riparo dalla povertà. Dal rapporto emerge che il 7,8% degli occupati vive in famiglie a basso reddito, con una percentuale che sale all’11,8% per i single e al 12,7% per i monogenitori con almeno un figlio.
Per quanto riguarda i sussidi, il passaggio dal reddito di cittadinanza (Rdc) all’assegno di inclusione (Adi) e al supporto per la formazione e il lavoro (Slf) ha portato a una contrazione della platea di beneficiari: 41.085 nel 2024 le persone che hanno usufruito di almeno una mensilità degli ultimi due, 73.314 quelle che avevano avuto diritto al Reddito di cittadinanza nel 2023. Tuttavia è cresciuto l’importo medio riconosciuto: 568 euro mensili per l’Assegno di inclusione contro i 478 del Rdc. Complessivamente, invece, sono diminuite le risorse pubbliche messe a disposizione delle famiglie toscane in condizione di povertà: nel 2024 la spesa è stata di 113,2 milioni di euro, era 171,9 nel 2023. Il nuovo reddito di Inclusione lavorativa, spiega l’Assesora al welfare, potrà aiutare ma si tratta di una misura ponte e non permanente.
FIRENZE - IL 5% DELLA POPOLAZIONE TOSCANA È SOTTO LA SOGLIA DI POVERTÀ ASSOLUTA
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