FIRENZE - AGLI UFFIZI RIEMERGE LO “SCALONE LORENESE “DOPO 8 ANNI DI LAVORI

Caterina Gonnelli
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Dopo otto anni di chiusura per lavori, ‘rinasce’ un luogo simbolo degli Uffizi, lo Scalone lorenese, storico ingresso al percorso espositivo della Galleria, scrupolosamente riallestito come era quando nel 1769 il granduca riformatore Pietro Leopoldo di Lorena la aprì per la prima volta al pubblico generale il 24 giugno, festa di San Giovanni, patrono della città, ponendo così il museo tra i primissimi al mondo a configurarsi in senso moderno. Per salutare i visitatori, detti allora forestieri, il graduca fece scrivere in latino una dedica sull’ingresso della Galleria . Al di sopra è collocato il busto all’antica, eseguito dallo scultore settecentesco Francesco Carradori. In cima allo scalone, appena riallestiti, anche i volti dei predecessori alla guida del granducato, i Medici, che avevano fondato e accresciuto la Galleria: i busti sono posti su massicci sgabelloni di legno. Sulla parete domina sulla parata marmorea il grande stemma ligneo policromo di Baccio d’Agnolo. L’intero scalone era stato restaurato fra il 2005 e il 2007 nella parte degli intonaci, degli stucchi e degli apparati decorativi. La tinteggiatura delle pareti ‘verde Lorena’ fu realizzata sulla base di una serie di saggi che riportarono in luce il colore scelto dai granduchi lorenesi anche in altri luoghi.

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