“Che il territorio pretenda le compensazioni pattuite ma il rigassificatore resti a Piombino”. Così il leader di azione carlo calenda intervenendo a Firenze a margine della presentazione della nuova sede all’interno dello storico Circolo Pescetti. Il punto, spiega Calenda, è smettere di dire no ai rigassificatori ma anche approfittarne, come potrebbe fare Piombino. In generale, sul tema energetico e su quanto questo si tradurrà in un rincaro delle bollette, Calenda – da sempre tra i più strenui difensori dell’Ucraina fin dallo scoppio di quella guerra, mette subito in chiaro una cosa: “no al ritorno al gas e al petrolio russo”. Quello che invece occorre fare, spiega, è aumentare una misura che lui, da ministro dello sviluppo economico con il Governo Renzi aveva previsto togliere gli oneri di sistema alle aziende energivore. Ma ora, con i costi dell’energia infinitamente più alti di allora, cosa si può fare per mitigare l’aumento delle bollette? “Quello che dobbiamo fare – ha detto – è, nel breve periodo, ed è una battaglia che Azione sta facendo, evitare le rendite di società come Terna, Enel, A2A, Edison. Nell’idroelettrico producono a 25 euro a megawattora e vendono a 150. Terna e Enel Distribuzione sono società regolate, i loro utili si producono dalle nostre bollette, e hanno più utili di Hermes. Sono mesi che abbiamo messo queste cose sul tavolo di Meloni. Poi certo, va sospeso l’Ets. L’Ets è la tassa sulle emissioni di carbonio che è di fatto è un’autotassa che varia il costo dell’energia, è una follia”.
FIRENZE - ENERGIA: CALENDA (AZIONE), “IL RIGASSIFICATORE DEVE RESTARE A PIOMBINO”
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