La Toscana è una calamita di capitali esteri, tanto da essere ai primi posti in Italia e in Europa. Il punto sulle strategie passate e future è stato fatto all’Annual meeting di Invest in Tuscany a Palazzo Strozzi Sacrati. Partiamo dai numeri. In Toscana ci sono 1.400 società a controllo estero con circa 3.500 unità locali, soprattutto del manifatturiero, che contano attorno ai 100mila addetti e oltre 43 miliardi di fatturato. Primo gradino del podio per la Francia, seguono Stati Uniti e Germania. Tra il 2019 e il 2025 queste realtà hanno impiegato oltre 12 miliardi di euro su 303 investimenti tra nuovi o espansioni degli esistenti, che hanno portato all’attivazione di 15mila posti di lavoro. Tanti i punti di forza che rendono particolarmente accogliente la nostra regione: alta ricchezza pro capite, forte vocazione all’export, mercato del lavoro dinamico, buon sistema formativo, transizione green in chiave competitiva in corso. Occhi puntati su quelli di debolezza tra cui troviamo l’inverno demografico, la deindustrializzazione progressiva, l’elevata esposizione agli impatti degli scenari geopolitici internazionali, il digital divide. Punti da cui ripartire per rendere ancora più attrattiva la Toscana. Un’altra azione strategica riguarda i costi energetici. Negli ultimi 10 anni la Toscana ha ridotto il deficit più rapidamente che in tutto il Centro Italia, passando da -27% a -17%, ma molto resta ancora da fare
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