Il blocco a nuove locazioni turistiche brevi si estende dopo l’area Unesco anche ad altre 9 zone immediatamente limitrofe al centro. La delibera – basata sullo studio del Professor Celata della Sapienza in base alla saturazione delle varie aree della città e portata in Aula solo dopo che il TAR aveva dato ragione a Palazzo Vecchio sullo stop Unesco, è passata con i soli voti della maggioranza con una procedura d’urgenza. Contrario tutto il centrodestra (le voci “ribelli” della vigilia sono state fatte rientrare da qualche telefonata dei vertici nazionali) e le altre opposizioni compresa Italia Viva che avrebbe voluto un’attenzione maggiore per i piccoli proprietari. Si allontana, almeno stando al voto di oggi, l’auspicio espresso da Giani e non solo che anche in Comune si allargasse il Campo largo in vista delle Politiche 2027. Astenuti M5s e Spc. Eike Schmidt, al quale il provvedimento in fondo non dispiaceva ed era quasi stato convinto, è dovuto tornare a Napoli prima della fine: un “non voto tecnico” il suo, lo ha definito.
Ma cosa succede adesso? Chi ha già in atto affitti brevi potrà continuare fino al 2028 dopodiché dovrà chiedere un’autorizzazione quinquennale (che sarà concessa in presenza di particolari condizioni dell’immobile). Per chi non ha già chiesto l’autorizzazione invece è troppo tardi. Non a caso appena si è iniziato a parlare di estensione c’è stato un vero e proprio boom di richieste. Firenze è la prima città in Italia ad approvare una limitazione totale così estesa agli affitti brevi. Un provvedimento non punitivo e dinamico spiega la Sindaca. L’attesa è per la legge nazionale che Funaro chiede da sempre. Intanto, fuori da Palazzo Vecchio, si sono riuniti per la prima volta in protesta i proprietari di immobili in affitto breve. Le loro motivazioni vanno dalla difesa della proprietà privata al fatto che verrà a mancare al comune una grossa entrata della tassa di soggiorno (35milioni di euro ogni anno, sostengono); solo chi si potrà permettere un albergo, dicono, verrà a Firenze (anche se gli affitti brevi – è bene ricordarlo – ci saranno ancora, sono quelli nuovi ad essere vietati). Si confonde inoltre, sostengono, il proprietario di molti immobili con l’azienda che semplicemente gestisce gli appartamenti di piccoli proprietari che mettono a reddito, come si dice, la casa di famiglia. In realtà uno studio del politecnico di Torino evidenzia che delle circa 17mila locazioni turistiche a Firenze più di un terzo è sì di chi ha 1 o 2 appartamenti; meno di un terzo ne possiede tra i 3 e i 9 e un altro terzo più di dieci (un’attività imprenditoriale vera e propria) ma con più notti. La casa della nonna, insomma, è in minoranza.
FIRENZE - APPROVATO IL REGOLAMENTO CHE ESTENDE LO STOP AGLI AFFITTI BREVI
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