FIRENZE - SOTTOPASSO DELLE CURE: LIBRI CONTRO LA MARGINALITà

Chiara Valentini
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Un progetto di inclusione a sostegno delle fragilità che coinvolga cittadini e persone fragili per aprire delle biblioteche sociali nei centri di accoglienza. E’ quello che partirà tra qualche settimana in Piazza delle Cure (con il sostegno economico della Fondazione CR Firenze). Si tratta di un ampliamento di quanto sperimentato lo scorso anno (a sostegno principalmente di una persona che vendeva i suoi libri nel sottopasso). Stavolta ci sarà un banchino apposito gestito da Associazioni che si occupano di marginalità. I cittadini potranno portare lì i libri e i volontari, coinvolgendo anche chi vive in condizioni di fragilità, gestiranno le offerte con lo scopo di creare delle vere e proprie biblioteche nei centri sul territorio. Soprattutto il progetto, che durerà un anno, si propone di attivare per soggetti fragili percorsi individuali di emancipazione. Non è un caso che nasca proprio qui. Il sottopasso delle Cure, particolarmente adatto per la sua conformazione a diventare rifugio di senza fissa dimora, è spesso alla ribalta delle cronache (lo scorso anno due incendi distrussero la biblioteca improvvisata). Un degrado che chiama degrado, con segnalazioni di spaccio, aggressioni, esposti. Una situazione attenzionata dal Comune con vari assessorati, da quello che si occupa di sicurezza, al decoro, ai servizi sociali. Vedremo come andrà il progetto delle librerie ma sicuramente quella del sottopasso delle cure è una situazione specchio di come negli ultimi anni siano aumentate le situazioni di marginalità sociale nelle città e Firenze non fa eccezione. Solo dopo il Covid, ad esempio, le persone che dormono per strada sono aumentate del 30% spiega l’assessore. I dati dello scorso gennaio fotografavano poco meno di 300 senza tetto in città la maggior parte dei quali era straniera. E per chi non ha i documenti il Comune può fare poco nel lungo periodo. Firenze rimane una delle città che in rapporto alla popolazione ha il maggior numero di posti per l’accoglienza (circa un migliaio nel periodo invernale). Non tutti accettano l’aiuto e il lavoro delle unità di strada mira proprio a creare legami di fiducia per convincere chi ha bisogno a rivolgersi ai centri diurni e poi entrare in sistemi di accoglienza. L’invito ai cittadini da parte dell’assessore è continuare a segnalare ai relativi assessorati situazioni di marginalità e degrado che vengono esaminate e di cui viene tenuto conto nel programmare gli interventi. Ma il punto è, spiega, che non esiste un’unica soluzione a un problema estremamente complesso.

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