Controlli della guardia di finanza di Arezzo sul lavoro sommerso e sulla regolarità delle lavorazioni nel distretto orafo aretino. Dall’inizio dell’anno le fiamme gialle hanno effettuato 74 interventi in tutta la provincia, riscontrando irregolarità in 27 casi e individuando complessivamente 39 lavoratori in nero e 11 irregolari. Una parte significativa dell’attività ispettiva ha riguardato il settore dei metalli preziosi, con verifiche mirate nei confronti di aziende terziste specializzate in lavorazioni per conto di committenti del comparto orafo, come saldatura, pulimentatura, galvanica e realizzazione di chiusure. I controlli sono stati orientati in particolare verso operatori privi del marchio identificativo e del titolo legale rilasciati dalla Camera di commercio, strumenti previsti dalla normativa per garantire la tracciabilità delle lavorazioni e prevenire frodi nel commercio di oro, argento, platino e palladio. Nel corso degli accertamenti, svolti anche grazie al protocollo di collaborazione siglato tra guardia di finanza e Camera di commercio Arezzo-Siena, è emerso che tre aziende terziste utilizzavano metalli preziosi affidati dai committenti senza che questi recassero i prescritti marchi e titoli legali. I finanzieri hanno quindi sottoposto a sequestro amministrativo oltre 56 chilogrammi di argento e circa 1,8 chilogrammi di oro, per un valore complessivo superiore a 270 mila euro. Sul fronte del lavoro nero, sei delle undici imprese segnalate all’Ispettorato territoriale del lavoro per la sospensione dell’attività appartengono proprio alla filiera orafa. Nei loro confronti, insieme ad altre attività economiche controllate, sono state contestate sanzioni amministrative per oltre 73 mila euro. Secondo la guardia di finanza, l’obiettivo dell’azione di controllo è tutelare la concorrenza leale, la trasparenza delle produzioni e la regolarità del mercato in uno dei principali distretti orafi italiani.
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