Livorno - Darsena Europa, cosa c’è dietro scontro su commissario

Redazione
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Dietro il duro scontro in atto tra centrodestra e centrosinistra sul nome del commissario della Darsena Europa di Livorno – al momento il prefetto della città labronica Giancarlo Dionisi anziché il presidente dell’autorità portuale Davide Gariglio – non c’è solo il controllo di un’opera da oltre 600 milioni di euro a cui aggiungerne altri 130 – da trovare – per migliorare i collegamenti viari e ferroviari. Il maxi intervento infrastrutturale che ha preso il via quasi un anno fa, una volta concluso proietterà il porto di Livorno nell’olimpo degli hub europei per l’attracco delle grandi navi container. Si parte da un potenziale già alto. Oggi infatti, lo scalo marittimo di Livorno è quinto in Italia per tonnellaggio complessivo e primo nel comparto Ro-Ro, ossia il trasporto delle merci rotabili che come tali salgono e scendono autonomamente via rampa. Un comparto che registra una crescita del 28%. Livorno ha movimentato oltre 7 milioni e 656mila tonnellate di merci Ro-Ro nel primo semestre 2025, precedendo nettamente Trieste.
Per quanto riguarda i container, lo scalo labronico si colloca al quarto posto nazionale per tonnellate, superando i 4 milioni con una crescita del 13,9% su base annua. Sono stati movimentati 900mila container. In sostanza i dati confermano la solidità e la centralità del porto di Livorno nel sistema portuale italiano, con una spiccata specializzazione nei traffici Ro-Ro e una crescita significativa nei container.
La nuova piattaforma portuale a mare aperto, pensata per navi di ultima generazione, permetterà di raddoppiare i traffici. Chiaro quindi quanto sia strategico controllare la realizzazione e strutturazione di tutto questo. Un boccone appetitoso anche per i principali player, Msc e Grimaldi che potrebbero entrare in scena nel project financing previsto per il completamento dell’opera.

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