Più piante per rendere l’Europa più verde, ma anche più resiliente ai cambiamenti climatici. È il messaggio lanciato da Bruxelles dove, al Parlamento Europeo, l’European Nurserystock Association ha presentato il Manifesto 2026 “More plants more life”. Un documento che chiede all’Unione europea di riconoscere pienamente il ruolo strategico del florovivaismo nelle politiche ambientali e climatiche, a partire dall’inserimento del settore tra i beneficiari della Politica Agricola Comune, con pari accesso ai finanziamenti e agli aiuti per i danni causati dagli eventi estremi. Tra le richieste anche standard qualitativi obbligatori negli appalti verdi, l’inclusione delle piante in vaso nei crediti di carbonio e nuovi fondi per innovazione tecnologica ed efficienza idrica delle aziende.
Il comparto rappresenta oltre 35mila vivai e 250mila lavoratori in Europa, con un valore superiore ai 10 miliardi di euro: numeri che lo rendono un alleato concreto nella transizione ecologica.
In Europa l’Italia è il secondo mercato vivaistico per valore della produzione. E un ruolo centrale lo gioca la Toscana, che da sola concentra oltre il 40% del totale nazionale. Cuore del sistema è il distretto ornamentale di Pistoia: circa 1.500 aziende, oltre 3.500 ettari coltivati e un export verso più di 60 Paesi.
Un settore chiave non solo per l’economia, ma anche per il futuro ambientale delle città europee, sempre più chiamate a investire sul verde urbano come strumento contro caldo, inquinamento e cambiamenti climatici.
BRUXELLES - I VIVAISTI PRESENTANO IL MANIFESTO “MORE PLANTS, MORE LIFE”
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