Il tappeto rosso all’ingresso di Palazzo Pretorio è quello delle grande occasioni come suggeriscono anche le oltre 20 bandiere di altrettanti Paesi che lo costellano. E in effetti oggi Prato si è trasformata nella capitale del commercio con l’America Latina, evento suggellato dalla presenza anche del ministro degli esteri Antonio Tajani. In occasione dei 60 anni della Iila, l’istituto italo latino americano che dallo scorso febbraio ha come segretario generale il pratese Giorgio Silli, il capoluogo laniero ha ospitato il Forum economico Italia, Europa e America Latina, un palcoscenico importante di incontri e confronti politici, istituzionali ed economici per creare opportunità concrete per la partenza provvisoria dell’accordo Ue-Mercosur (Brasile, Argentina, Paraguay e Uruguay), prevista il prossimo 1° maggio e che eliminerà gradualmente i dazi su oltre il 90% di prodotti esportati e importati dall’Ue in questi 4 Paesi. Una zona di scambio che coinvolge 700milioni di persone e che entro il 2040 porterà all’aumento del Pil europeo di oltre 77 miliardi di euro. “Sono le imprese a creare ricchezza ed è quindi necessario che possano lavorare in regime di libero scambio. Solo così si guarda al futuro.– ha affermato Silli – Questo accordo è importante per tutti i settori e lo è anche per il tessile, soprattutto in questo momento così complicato sul fronte geopolitico”.
I rappresentanti istituzionali e diplomatici di 20 Paesi dell’America latina sono stati accolti a Palazzo Pretorio per un incontro istituzionale alla presenza delle autorità civili del territorio e della regione. Una location inedita – tra le maestose opere custodite nel Museo civico- che ha lasciato a bocca aperta i governanti e i diplomatici dell’America latina. Al termine ancora stupore, ma dentro la cattedrale, per gli affreschi del Lippi e per l’ostensione straordinaria del sacro Cingolo della Madonna, a sottolineare l’eccezionalità e l’importanza della giornata di oggi per l’economia del territorio in generale e per il distretto tessile in particolare. In parallelo infatti, 350 imprenditori si sono confrontati al Museo del Tessuto sulle opportunità che questo storico accordo.
Sono state gettate le basi per nuove collaborazioni. Per il distretto tessile pratese infatti, il Mercosur è stato fino a oggi un mercato poco battuto: “L’export del tessile e dell’abbigliamento ammonta a circa 25/30 milioni di euro. – spiega Francesco Marini, presidente della sezione Moda di Confindustria Toscana Nord – E’ poca cosa quindi, ma proprio perchè è poca cosa, abbiamo ampi margini di incremento grazie all’eliminazione dei dazi. Si calcola una potenzialità di espansione di 10 volte gli attuali volumi di scambio”.
Tra i presenti c’è poi chi ha investito molto in Medio Oriente e ora si trova a doversi guardare attorno in attesa di momenti migliori: “Da tre anni lavoriamo a creare collaborazioni, partnership e formazione – spiegano Valentina Michelin e Cristina Catani di Lyria srl che copre sia il settore moda che arredamento – ma con la guerra è tutto fermo. Noi speriamo per poco ma intanto siamo disponibili a esaminare nuove possibilità. Ciò che abbiamo sentito fino a ora su Mercosur ci sembra interessante. Siamo pronti ad approfondire”.
Della bontà dell’accordo con Mercosur ne ancora più convinto il meccanotessile, uno dei settori più favoriti dall’accordo. C’è chi ne sta traendo i frutti prima ancora della sua entrata in vigore. “Ho già venduto un macchinario che consegneremo a luglio. – afferma Massimo Luchetti, di Proxima, presidente della sezione Meccanica di Ctn – Per noi è un mercato completamente nuovo, fino a oggi non avevamo mai venduto nulla in questa zona. La stipula dell’accordo ha favorito i contatti e quindi le collaborazioni. Siamo ottimisti per il prosieguo”.
Nel pomeriggio i lavori si sono spostati al teatro Metastasio che ha visto il collegamento con il commissario europeo Lubezki e dove è arrivato anche il ministro Tajani che grazie alla presenza dei rappresentanti dei governi di 7 Paesi, ha tenuto anche dei bilaterali. “Il rapporto con l’America Latina è fondamentale – ha detto Tajani – anche per garantire la stabilità in un momento così complicato come è quello che stiamo vivendo. Anche il miglioramento delle relazioni con il Venezuela è per noi un fatto positivo e seguiremo passo passo l’evoluzione della situazione. Io credo che si potrà fare ancora molto di più. Abbiamo un piano per l’export di grande importanza perché le esportazioni rappresentano veramente una parte importante della nostra economia. Noi vogliamo valorizzare comunque il ruolo dell’America Latina con la quale abbiamo relazioni storiche molto forti. Credo che possiamo lavorare molto anche a livello di diplomazia giuridica, collaborare insieme alla lotta contro la criminalità, contro il traffico di droga”. E da Prato Tajani ha anche dichiarato la sua contrarietà all’ipotesi di uscita unilaterale da patto stabilità per la crisi energia: “Credo che sia possibile e anche giusto intervenire per tener fuori dal patto di stabilità le spese legate alle vicende di Hormuz, quindi le spese per l’energia, però deve essere un provvedimento a tempo. Sono assolutamente contrario all’ipotesi di uscire unilateralmente dal patto di stabilità. Poi lo dico e lo ripeto – ha aggiunto -, ci sono i 400 miliardi del Mes, non vedo perché devono rimanere là congelati. Invece di aumentare il debito pubblico si potrebbero utilizzare quei soldi per il debito pubblico”.