“L’Europanon è stata fatta : abbiamo avuto la guerra.L’Europa non potrà farsi in una sola volta, né sarà costruita tutta insieme; essa sorgerà da realizzazioni concrete che creino anzitutto unasolidarietà di fatto”.
Con queste parole il 9 maggio 1950 il ministro degli esteri francese Robert Schuman invitava alla creazione di una “comune Alta Autorità, nel quadro di un’organizzazione alla quale possono aderire gli altri paesi europei (sono sempre parole della sua dichiarazione) per mettere insieme la produzione franco-tedesca di carbone e di acciaio. Nasceva la prima forma di comunità europea, quella del carbone e dell’Acciaio, la cui produzione si concentrava nella Ruhr, terra di confine tra i due paesi europei e fonte di conflitti continui. Unirsi proprio lì dove ci si sarebbe divisi. E’ questa l’idea rivoluzionaria contenuta in quello che è considerato il primo discorso politico in cui compare il concetto di Europa. Per questo il 9 maggio è, dal 1985, il Giorno dell’Europa. Francia, Belgio, Germania Occidentale, Lussemburgo, Paesi Bassi e Italia aderirono alla CECA il cui passo successivo fu, nel 1957 con i Trattati di Roma, la CEE, Comunità Economica Europea diventata Comunità Europea con il Trattato di Maastricht nel 1992 e Unione Europea nel 2007 col Trattato di Lisbona. L’idea di un’Unità Europea non era stata di Schumann però ma di Altiero Spinelli e Ernesto Rossi che ancora durante la guerra, confinati dal fascismo sull’Isola di Ventotene, redassero un Manifesto che propugnava l’Idea di un’unificazione dell’Europa in senso federale. La federazione di Stati simile a quella Oltreoceano non si è realizzata, ma proprio come aveva predetto Shumann, l’Europa è rimasta un continente di pace per più di 70 anni. Non era mai accaduto nei secoli precedenti.