PRATO - DROGA E TELEFONINI IN CARCERE: CINQUANTA IMPUTATI

Nadia Tarantino
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L’inchiesta della procura di Prato sul carcere della Dogaia – dall’uso di telefonini alla detenzione di droga, dalle rivolte e le aggressioni all’evasione di un detenuto – non si trasformerà in un maxiprocesso. Troppi gli imputati – cinquanta – troppe e diversificate le imputazioni, troppi i testimoni e così il giudice delle udienze preliminari ha operato una serie di stralci formando procedimenti più facilmente gestibili. E’ la conclusione della lunga udienza preliminare di ieri che ha impegnato quasi due ore solo per l’appello tra detenuti presenti, detenuti collegati da remoto e relativi avvocati. Otto le date già fissate tra l’inizio di giugno e i primi di ottobre per decidere su eventuali riti alternativi e incardinare i dibattimenti.
Tra gli imputati figurano anche il comandante di reparto e un assistente capo della polizia penitenziaria: entrambi sono chiamati a rispondere di procurata evasione in relazione all’allontanamento il 20 dicembre 2024 di un detenuto poi ripreso e riportato dietro le sbarre. Per loro il destino è già deciso: affronteranno il processo senza scorciatoie.
Altri 48 sul banco degli imputati (32 italiani e 16 stranieri): 19 detenuti italiani e 13 stranieri attualmente rinchiusi alla Dogaia, 5 detenuti italiani e 2 stranieri rinchiusi in altre carceri, 3 italiani e uno straniero ai domiciliari, tre italiani liberi; a questo elenco si aggiungono due donne accusate di aver fornito telefonini e sim attive ai parenti.   
Una inchiesta gigantesca che per mesi ha impegnato il procuratore Luca Tescaroli e tre sostituti. Tre i filoni di indagine: i ripetuti ingressi in carcere di telefonini e droga a libero uso e consumo di svariati detenuti, le rivolte del 7 maggio e del 5 luglio 2025 e l’evasione di un recluso che approfittò di una porta di sicurezza aperta per darsi alla fuga. Fatti che in comune hanno solo il luogo in cui sono avvenuti e per questo motivo già nell’udienza dello scorso marzo le difese avevano sollevato la necessità di uno spezzatino per ridurre le lungaggini, snellire i faldoni e agevolare l’operatività. Il giudice, recependo e condividendo le richieste, aveva chiesto alla procura di pronunciarsi su eventuali stralci che ieri sono stati definiti con una divisione per fatti contestati e una ulteriore divisione per episodi.

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