La nuova Legge sulla montagna allo studio del Governo continua a far discutere in Toscana, dove amministratori locali e associazioni dei Comuni denunciano il rischio di un forte ridimensionamento delle risorse destinate alle aree interne e appenniniche. Al centro delle contestazioni ci sono i nuovi criteri di classificazione dei Comuni montani, basati soprattutto sull’altitudine, che secondo molti enti locali finirebbero per escludere territori storicamente considerati montani e caratterizzati da fragilità demografica e carenza di servizi essenziali.
A lanciare l’allarme è stato il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, che ha chiesto al Governo di fermare il decreto attuativo della legge 131 del 2025.
Sul tema è intervenuta anche Anci Toscana, che ha seguito fin dall’inizio l’iter della riforma cercando di modificare i criteri individuati dal Governo.
Durissimo il commento del coordinatore della Consulta della montagna di Anci Toscana, Luca Marmo: “Una contrazione così drastica non è una riforma, è un disinvestimento. Senza risorse non ci sono investimenti, e senza investimenti i nostri Appennini perdono l’unica chance di rimanere vivi, sicuri e presidiati”. Marmo critica inoltre l’esclusione di Comuni che, pur non raggiungendo determinate quote altimetriche, presentano “un carattere spiccato di internalità, fragilità demografica, lontananza dai servizi essenziali e una storia di marginalità montana riconosciuta”.
La preoccupazione dei sindaci riguarda non solo i fondi, ma anche le ricadute concrete sulla tenuta sociale delle aree interne: dai servizi sanitari ai trasporti, fino alla manutenzione del territorio e alla prevenzione del dissesto idrogeologico. Il timore dei sindaci è che una riduzione dei fondi possa accelerare lo spopolamento dell’Appennino e indebolire ulteriormente comunità già in difficoltà.
Da qui l’appello rivolto al Governo affinché il testo venga rivisto prima dell’approvazione definitiva. “Non si governa la montagna con un righello, ma conoscendone le comunità”, conclude Marmo.
TOSCANA - LEGGE SULLA MONTAGNA: REGIONE E ANCI CONTRO LA NORMA
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