C’era anche l’Azienda Ospedaliero Universitaria di Careggi tra le tappe fiorentine della visita in città del Commissario europeo alla Salute, Olivér Várhelyi, accompagnato dall’europarlamentare Pd-S&D Dario Nardella. Del resto l’ospedale è ora dotato di angiografi e strumentazione per la cardiochirurgia acquistati con i fondi PNRR, 5 milioni e mezzo per quelli più altri 8 per il sistema informatco. Tutto già rendicontato senza bisogno di chiedere la proroga. “Il commissario è rimasto sinceramente colpito dalla grande qualità, dalla professionalità e dai volumi di attività di Careggi, che si conferma il più grande ospedale del Centro Italia insieme al Gemelli di Roma” ha spiegato Nardella al termine della visita.
Ma la giornata del Commissario ha visto anche l’incontro con le case farmaceutiche che da mesi, anche quelle toscane, protestano per la cosiddetta “tassa sulla pipì”, la direttiva europea sulle acque reflue in vigore dal 2025 che impone ai produttori di farmaci e cosmetici – nei prossimi 10 anni – di coprire almeno l’80% dei costi di depurazione per rimuovere i microinquinanti. Con costi che potrebbero arrivare a 12 miliardi l’anno. Una politica che Lucia Aleotti del board Menarini ha definito “anti industriale” (per sviluppare un solo farmaco l’investimento è di circa 1,2 miliardi di euro).
LUI: E’ stato uno degli argomenti di cui abbiamo parlato con loro, è parte di un ampio dialogo che stiamo conducendo con le imprese farmaceutiche. Capiamo che abbiano una visione differente sull’implementazione di questa direttiva, ci sono anche pendenze legali in corso alla Corte di Giustizia dell’Unione Europea. Credo che ora la cosa importante è trovare la giusta soluzione per permettere alle imprese farmaceutiche di continuare a produrre dei farmaci di cui hanno bisogno i pazienti con costi accessibili per questi ultimi. E che i farmaci possano continuare a essere prodotti qui in Europa. Questo è quello su cui stiamo lavorando.