“Venne nel mio ufficio, a Milano, a dirmi che aveva cose spiacevoli su mio fratello da riferire. Misi subito fine a quell’incontro perché pensai a un’estorsione, a un ricatto se anche non sono certo che fosse quello il fine. Un incontro di pochissimi minuti che raccontai all’avvocato Niccolò Ghedini”. Così Paolo Berlusconi ha raccontato al tribunale di Firenze l’incontro nel 2011 con Salvatore Baiardo, il fiancheggiatore dei boss mafiosi Filippo e Giuseppe Graviano, a processo con le accuse di favoreggiamento con l’aggravante mafiosa nei confronti di Silvio Berlusconi e Marcello Dell’Utri (solo pochi giorni fa archiviati nell’inchiesta sui mandanti occulti delle stragi del 1993) e di calunnia nei confronti di Massimo Giletti, in relazione ad una foto, confermata dal giornalista e smentita dall’imputato, scattata nel 1992 a Berlusconi con Giuseppe Graviano e il generale Francesco Delfino. “Misi alla porta Baiardo – ha detto Paolo Berlusconi – e poi l’ho rivisto nelle trasmissioni di Giletti su La7, trasmissioni che tiravano in ballo l’assurda proiezione del coinvolgimento di mio fratello nelle infamanti vicende delle stragi. Scrissi a Urbano Cairo una sola parola: vergognati. Lui mi rispose che non era responsabile dei contenuti delle trasmissioni ma io gli dissi che conosceva le origini, la fortuna e la qualità morale di mio fratello e che trovavo vergognoso che consentisse quella trasmissione accusatoria basata su dati di fatto inesistenti e infamanti. Io – ancora Paolo Berlusconi – da editore avrei chiesto al mio giornalista di approfondire, pur nella sua discrezionalità, perché potevano esserci degli errori. Su mio fratello tante cose ingiuste, false e questo mi ribolle: illazioni senza fondamento, infamanti come ha dimostrato la recente archiviazione”.
Paolo Berlusconi ha risposto alle domande dei pubblici ministeri Gestri e De Gregorio dopo che il tribunale ha respinto la richiesta di astenersi dal testimoniare in quanto fratello di Silvio. Una richiesta invano avallata dagli avvocati Ventrella e Bellezza, difensori di Baiardo. Dopo Paolo Berlusconi sono saliti sul banco dei testimoni Giancarlo Ricca, sindaco di Cesara e parte lesa nel processo, e la moglie: entrambi hanno riferito il loro rapporto di amicizia con Baiardo e la donna anche la circostanza in cui, proprio a casa dell’imputato, conobbe i fratelli Graviano ai tempi della loro latitanza.
FIRENZE - PROCESSO BAIARDO, PAOLO BERLUSCONI: “CALUNNIE SU SILVIO”
LIVE
3