PRATO - Vertenza Acca, il tavolo istituzionale chiede il pagamento degli stipendi arretrati. Sudd Cobas: “Dobbiamo fare i conti con un elefante”

Provincia e Comuni fanno sapere che "la seconda riunione si è chiusa con spirito collaborativo" e che "il dialogo va avanti". Il sindacato insiste sul fatto che l'azienda sta continuando a lavorare in mezzo alla strada con altri operai. All'incontro anche gli avvocati dell'azienda di logistica. Annunciato un nuovo picchetto
Nadia Tarantino
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Fiducia e ottimismo da una parte, quella delle istituzioni, richiesta di chiarezza e denuncia di un nuovo caso di ‘chiudi e riapri’ a danno dei lavoratori dall’altra, quella di Sudd Cobas. E’ il riassunto, stringatissimo, della seconda riunione del tavolo istituzionale aperto dalla Provincia, con l’adesione dei Comuni di Prato e di Carmignano, per affrontare la vertenza della Acca, l’azienda di logistica che, dismettendo l’attività nella sede di via Copernico a Seano a causa dello sfratto, ha lasciato a casa novantacinque persone. Prima riunione dopo lo sgombero del presidio sindacale e il provvedimento della procura che ha disposto il sequestro preventivo delle merci stoccate di proprietà dei pronto moda clienti di Acca, e dopo la manifestazione che ha richiamato migliaia di persone al fianco del sindacato.   

“Pagamento degli stipendi”: questa la richiesta che arriva dal tavolo che sottolinea che “il saldo delle retribuzioni e il rispetto dei contratti costituiscono un diritto minimo fondamentale, oltre che un passo distensivo essenziale per proseguire il confronto su basi solide”. Un punto arrivato dritto alla Acca, rappresentata dagli avvocati Fabio Beconcini e Michele Bartoli. Dal tavolo anche la rassicurazione che “il dialogo va avanti e che la seconda riunione si è chiusa con uno spirito collaborativo”, il che lascia intendere un’apertura positiva.  

Non è sintonizzato sulla stessa onda il sindacato che insiste sul fatto che “l’attività di Acca sta continuando ad essere svolta tutti i giorni nelle strade della città, con altri lavoratori”. “E’ questo – ribadisce Sudd Cobas – l’elefante nella stanza di questo tavolo istituzionale con cui bisogna fare i conti”. Luca Toscano, Sarah Caudiero e Riccardo Tamborrino, i sindacalisti in prima linea nella vertenza, ripercorrono la storia recente di Acca: “Già tra mesi fa il magazzino di Prato veniva svuotato. Alle nostre preoccupazioni l’azienda rispondeva assicurando la continuità delle attività nella sede di Seano, senza perdita di posti di lavoro. A metà giugno, invece, l’azienda ha annunciato la chiusura del magazzino di Seano per uno sfratto per morosità di cui evidentemente già sapeva, visti i tempi tecnici della procedura”.

E mentre il tavolo istituzionale affronta anche il delicato e complesso tema del ricollocamento dei lavoratori (“si tratta ancora di prospettive in fase di studio che richiedono le dovute verifiche prima di essere rese note nei dettagli”, viene spiegato), il sindacato autonomo non molla le accuse: “Il motivo della chiusura di Acca non è né lo sfratto né tantomeno lo sciopero: Acca chiude perché si tratta di un’azienda nata per morire dopo aver accumulato debiti con il fisco e dopo che l’inchiesta della procura ha finito il suo ciclo. Il punto – rimarca Sudd Cobas – è che il lavoro c’è e si è solo spostato altrove per essere seguito sotto altra ragione sociale ed è per questo che nessun lavoratore deve perdere il posto”.    

Non è la prima vertenza di Sudd Cobas contro Acca dopo gli scioperi e i picchetti che nei mesi scorsi hanno portato alla regolarizzazione contrattuale di diversi operai. Storia nota anche questa. Per il tavolo istituzionale – presenti oltre al presidente della Provincia, Calamai, anche sindaci e vicesindaci di Prato e Carmignano – la priorità sono gli stipendi: “Accanto al tema del ricollocamento – si legge in un comunicato – Calamai e i sindaci Biffoni e Prestanti hanno espresso il forte auspicio che l’azienda proceda al pagamento degli ultimi stipendi arretrati a tutti i lavoratori. Le istituzioni continueranno a seguire gli sviluppi della vicenda con l’obiettivo di stimolare una conclusione positiva”.

Sudd Cobas è intanto impegnato a ricostruire il puzzle della galassia in cui è inserita Acca e annuncia per oggi l’inizio di un picchetto a Pistoia, davanti ad uno stabilimento in via di Confine in Settola: “: “Si tratta – spiega il sindacato – dello stabilimento che si occupa di produzione di grucce e riconducibile alla stesso gruppo di imprese della Acca”. (nadia tarantino)

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