FIRENZE - È RIPARTITO IL TRENO DELLA MEMORIA VERSO AUSCHWITZ BIRKENAU

Chiara Valentini
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E’ ripartito il treno della memoria della Toscana. E’ la dodicesima volta da quando nel 2002 la Regione, allora pioniera nei viaggi della memoria, decise di portare studentesse e studenti delle scuole secondarie di secondo grado e poi anche dell’Università ad Auschwitz e Birkenau. Il treno era annuale, poi biennale, poi si è interrotto con il Covid. L’ultimo era partito nel 2019 e da allora i ragazzi erano stati coinvolti in eventi di altro tipo (comprese visite ai campi di concentramento in Italia) ma ora tornano a toccare con mano l’orrore dello sterminio. Sono 413 provenienti da 46 scuole, 51 insegnanti, una quarantina di universitari dei tre atenei toscani e rappresentanti delle comunità dei deportati (ebrei, rom e sinti, associazioni lgbtq+). Fino al 27 marzo partecipano a un viaggio di formazione verso Auschwitz Birkenau, dove incontreranno le sorelle Andra e Tatiana Bucci, internate nel campo di sterminio quando avevano quattro e sei anni, che racconteranno la loro storia ancora così vivida nelle parole delle ormai anziane signore. Con loro arriverà anche Ugo Caffaz, da sempre mente e cuore del “Treno della Memoria”.Non è un viaggio improvvisato ma frutto di un intenso studio verso la consapevolezza. La scelta dei partecipanti è avvenuta lo scorso anno. Chiunque poteva fare richiesta ma solo in pochi hanno passato ben tre selezioni che comprendevano la media scolastica e alcuni test per capire innanzi tutto quanto già sapessero dello sterminio avvenuto oltre Ottanta anni fa. Ne è seguito un lungo lavoro di preparazione a scuola. Non solo sui fatti ma anche sull’impatto emotivo a cui i ragazzi sarebbero andati incontro. Tra i molti colloqui ad esempio, c’era anche l’invito a non immedesimarsi né nelle vittime né nei carnefici. Perché il campo di sterminio di Auschwitz Birkenau parla ancora a chi calpesta quel suolo con la sua energia di morte e l’impatto di quanto può essere oscuro l’animo umano colpisce in modi inaspettati e disorienta. La preparazione era necessaria e proseguirà anche sul treno. Anche se nessuno, come sempre accade, tornerà lo stesso di quando è partito.

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