FIRENZE - IL NO DI CONFAGRICOLTURA A PAC E MERCOSUR

Chiara Valentini
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Anche Confagricoltura Toscana era presente alle proteste di questi giorni a Strasburgo contro l’intesa del Mercosur, il patto commerciale con Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay — negoziata per oltre vent’anni e chiusa politicamente nel dicembre 2024 appena sospeso dal Parlamento europeo. Non offre, spiega, Confagricoltura, reciporocità nelle regole ed è molto poco convincente per quanto riguarda i controlli dei prodotti in entrata. E questo nonostante per certi prodotti, ad esempio, il vino, potrebbe persino essere conveniente per la Toscana. Cosa diversa è invece la nuova politica agricola proposta dalla Commissione (non arrivata quindi ancora al Parlamento).  Per le circa 60.000 aziende agricole toscane, presenti in collina e in montagna con produzione di alto valore aggiunto, la Pac non è un sostegno accessorio ma una componente essenziale del reddito agricolo e il taglio nella nostra regione sarebbe di diverse decine di milioni di euro ogni anno. Oltre al fatto che il fondo per l’agricoltura confluirebbe in un fondo unico con altri fondi ora distinti come ad esempio lo sviluppo rurale. Confagricoltura toscana precisa anche di non essere disposta a nessun compromesso, ad esempio quello di un aumento di fondi per la PAC in cambio di un via libera al Mercosur.

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