“L’editore mi disse che non reggeva il modello economico: costi alti e ascolti inferiori alle attese e da qui la decisione di chiudere immediatamente il programma. Era martedì 11 aprile 2023 e io pensai che la chiusura sarebbe avvenuta a fine stagione, mentre invece già il 16 Massimo Giletti non andò in onda”. A parlare, in aula, davanti ai giudici del tribunale di Firenze e ai pm antimafia Gestri e De Gregorio è stato oggi Gianmarco Mazzi, attuale ministro del Turismo, consulente de La7 dal 2017 al 2022 per la trasmissione di Giletti, testimone per l’accusa del processo a carico di Salvatore Baiardo, il gelataio di Omegna amico e fiancheggiatore dei fratelli Graviano, boss di Cosa Nostra, condannati per le stragi di Capaci e di via D’Amelio e per quelle del ’93. Baiardo, condannato in via definitiva per aver coperto la latitanza dei due mafiosi, deve rispondere di favoreggiamento aggravato nei confronti di Silvio Berlusconi e Marcello Dell’Utri che la procura antimafia ritiene tra i mandanti esterni delle stragi che hanno insanguinato l’Italia nel 1993, e di calunnia nei confronti di Massimo Giletti in relazione ad una foto che il giornalista dice gli fu mostrata da Baiardo – che invece nega – su un incontro nei primi anni ’90 tra Silvio Berlusconi, Giuseppe Graviano e il generale Francesco Delfino. Giletti, in aula la scorsa settimana, ha detto che la sua trasmissione fu chiusa senza spiegazioni ma non ha nascosto il sospetto che la fine arrivò in seguito alla partecipazione di Baiardo, ospite ricorrente che a novembre 2022 rivelò l’imminente cattura di Matteo Messina Denaro, effettivamente arrestato due mesi dopo . “Gli ascolti andavano bene e io lo dissi all’editore – ha ricordato il ministro Mazzi – gli dissi anche che appena pochi mesi prima si parlava di rinnovare il contratto e anzi allungarlo da due a cinque anni. L’editore, dopo Giletti, ha imboccato una linea editoriale diversa e oggi – ha concluso – mi sento di dire che quel nuovo ha corso dato alla rete un grande successo”.
“Gli ascolti andavano molto bene – ha detto Paolo Orofino, tra i più stretti collaboratori di Giletti già dai tempi della Rai – la chiusura fu un fulmine a ciel sereno mentre io stavo lavorando ad approfondimenti, che sarebbero andati in onda da lì a poco, sul processo ‘Ndrangheta stragista”. In aula anche il giornalista Enrico Deaglio, esperto di mafia e ospite di una puntata del programma di Giletti insieme a Baiardo.
FIRENZE - MAFIA, PROCESSO BAIARDO: IN AULA IL MINISTRO MAZZI
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