Toscana - Reddito reinserimento off-limits, Regione allarga maglie

Redazione
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Sul Reddito di reinserimento lavorativo, la Regione Toscana corre ai ripari modificando requisiti risultati poco rispondenti alla realtà. Un limite emerso con l’apertura del bando: su 1.200 domande, solo 47 sono risultate accoglibili. Troppo poche rispetto ai 23 milioni messi in campo e all’ambizione di dare una risposta qualificata al bisogno lavoro delle famiglie e di manodopera specializzata delle imprese attraverso un periodo massimo di formazione di 9 mesi a 500 euro al mese. E così è stata necessaria una correzione di rotta allargando le maglie del bando in modo da arrivare a circa 11mila persone. Le modifiche riguardano le indennità di disoccupazione – Viene tolto il limite temporale tra la fine della Naspi o Dis-coll e la presentazione della domanda che escludeva automaticamente persone ancora senza lavoro ma che avevano concluso l’indennità di disoccupazione nei pochi mesi prima. Ora sarà sufficiente aver terminato Naspi o Dis-Coll nel 2024, nel 2025 o nel 2026. Viene eliminata anche il tetto al numero di indennità di disoccupazione prese negli ultimi tre anni. La discontinuità nel lavoro è ormai la regola. Il presidente della Regione Giani ci tiene a sottolineare che la partenza del provvedimento in forma più rigida, è stata voluta in modo da calibrare strada facendo: “Una rimodulazione fisiologica che comunque si inserisce in una misura che ho visto apprezzata”, ha detto Giani, spiegando di aver avvisato per tempo che “saremmo partiti da una posizione più oggettiva e quindi inevitabilmente più rigida per vedere i numeri, anche perché è la prima volta che noi lo sperimentiamo. Avevamo quel quid, 23 milioni, e conseguentemente volevamo capire di non andare oltre, ma di creare le condizioni perché fosse una cifra sufficiente per dare risposta al tema del disoccupato”. Lavoratore “che ormai non ha ammortizzatori sociali, ma che deve essere sostenuto anche in una forma di bonus mensile, quello di 500 euro accanto alla gratuità della formazione per riciclare la propria professionalità”.

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