E’ bastato l’annuncio della manifestazione del 7 marzo quando Prato ospiterà un’iniziativa nazionale del comitato Remigrazione e Riconquista, per scatenare un muro di proteste e la mobilitazione di sindacati e forze politiche di sinistra. Il 7 marzo a Prato non è una data qualsiasi: nel 1944, in seguito allo sciopero generale contro il giogo nazifascista, il regime avvio la deportazione degli operai nei lager tedeschi: ne furono deportati oltre 130 e pochissimi tornarono a casa.
L’iniziativa fa seguito alle conferenze di Grosseto e Pistoia, dove ci sono stati problemi di ordine pubblico con una forte contestazione. C’è timore, quindi, che anche a Prato la situazione possa degenerare. I Sudd Cobas hanno chiamato tutti a raccolta per una contromanifestazione. Voci critiche si sono levate anche da Avs e Sinistra Civica Ecologista che dice: “E’ necessario respingere questo tentativo di infangare le radici più profonde e più genuine della città con manifestazioni che disseminano e istigano all’odio, piene di violenza e razzismo”.
Il pensiero non può che andare al 23 marzo 2019 quando una manifestazione indetta da Forza Nuova per i 100 anni del fascismo provocò una grande mobilitazione di tutte le forze democratiche. “Non useremo il termine remigrazione- ha chiarito Sarah Caudiero dei Sudd Cobas – perché si tratta di un vero e proprio progetto di deportazioni di massa. Prato è da sempre città di immigrati, prima dal sud Italia e oggi anche da tutti i continenti. E’ intollerabile che i fascisti arrivino in città a parlare di deportazioni”. Intanto il 28 febbraio alle 15:30 si svolgerà un assemblea pubblica al Circolo Arci Curiel: “La proposta che porteremo all’assemblea di sabato, a cui invitiamo tutte le forze sindacali e dell’associazioniamo – spiegano i Sudd Cobas -, sarà di una grande manifestazione popolare ed unitaria che parta da piazza delle Carceri, luogo delle deportazione del 1944. È il momento di mettere da parte le differenze e le bandiere per una manifestazione unitaria che veda protagonisti I lavoratori e le lavoratrici migranti di questo distretto”. “L’appello a convergere – continua Caudiero – è stato già raccolto dal Coordinamento Migranti ed è aperto a tutta la città democratica e antirazzista. Vogliamo un percorso aperto e largo, che metta al centro il protagonismo dei lavoratori e delle lavoratrici migranti”.
“La manifestazione – spiegano ancora i Sudd Cobas – non si limiterà a contestare il progetto di deportazione, ma rivendicherà il diritto alla cittadinanza per tutti i lavoratori che qui vivono e lavorano e per i loro figli”. Non è esclusa la proclamazione di uno sciopero generale provinciale proprio contro la manifestazione del 7 marzo.