«Non firmate quell’accordo». Coldiretti Toscana ribadisce la propria netta opposizione all’intesa tra Unione europea e Paesi del Mercosur, denunciando l’assenza di un principio fondamentale: la reciprocità delle regole. Gli agricoltori europei – sottolinea l’organizzazione – sono tenuti a rispettare standard ambientali, sanitari e produttivi stringenti, che non valgono per chi esporta verso l’Europa da altri continenti.
Secondo Coldiretti, l’accordo favorirebbe grandi gruppi industriali multinazionali, consentendo l’ingresso di prodotti ottenuti con sostanze e tecniche vietate da anni nei campi e nelle stalle europee. Un rischio aggravato da controlli alle frontiere giudicati insufficienti: oggi si fermano a circa il 3% delle merci in ingresso e l’aumento proposto dalla Commissione europea li porterebbe appena al 4%.
Una prospettiva che preoccupa in particolare la Toscana, regione a forte vocazione agricola ed export-oriented. L’agroalimentare toscano vale oltre 3 miliardi di euro di esportazioni l’anno, trainato soprattutto dal vino, che rappresenta circa la metà del totale, ma anche da olio, salumi e produzioni di qualità legate al territorio. Filiere che rischiano di essere penalizzate da una concorrenza basata su costi più bassi e regole meno rigorose.
Per questo Coldiretti Toscana e Filiera Italia chiedono al Governo controlli al 100% sugli alimenti provenienti dal Mercosur e dalle aree a rischio, oltre a maggiore trasparenza con l’obbligo di indicazione chiara del Paese di origine su tutti i prodotti alimentari. Nel mirino anche la regola dell’“ultima trasformazione”, che consente di etichettare come italiani prodotti che non lo sono.
La mobilitazione continuerà, annuncia Coldiretti, con presìdi e proteste nei porti e alle frontiere per difendere sicurezza alimentare, salute dei consumatori e vero Made in Tuscany.
TOSCANA - MERCOSUR: COLDIRETTI CHIEDE L’INTERVENTO DEL GOVERNO
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