È stata nel segno del made in Prato, di quel «saper fare» che ha reso il distretto tessile pratese famoso nel mondo, la sedicesima edizione del Premio Santo Stefano che anche quest’anno ha voluto rendere omaggio a quelle aziende capaci di avere successo perché hanno saputo guardare al futuro con fiducia, riuscendo a interpretare in modo positivo le sfide di questo tempo, dalla sostenibilità all’innovazione tecnologica.
Quest’anno il riconoscimento è andato a tre aziende del comparto tessile: Filati Omega di Vaiano, Luilor con sede a Montemurlo e Brachi Testing Services di Prato. A loro sono stati consegnati gli «Stefanini d’oro», vere e proprie opere d’arte realizzate per l’occasione dal sacerdote-artista monsignor Daniele Scaccini.
La cerimonia di consegna degli «Stefanini» si è svolta nell’auditorium della Camera di Commercio. Una iniziativa che ha voluto raccontare un territorio capace di produrre valore non solo economico ma anche sociale in un momento in cui il distretto pratese è nell’occhio del ciclone per le questioni dello sfruttamento del lavoratori.