FIRENZE - STOP TRENI PER I LAVORI A PONTE AL PINO: ITALIA TAGLIATA IN DUE

Chiara Valentini
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Il momento più delicato del rifacimento di Ponte al Pino a Firenze è arrivato. Dalle 23 del 5 luglio fino alle 4 del 10 luglio è interrotta la circolazione dei treni tra le stazioni Firenze Campo Marte e Santa Maria Novella per permettere alla grande gru da 1.600 tonnellate alta 70 metri di sostituire il cavalcaferrovia. Modifiche alla viabilità (già impattata dalla chiusura del ponte al traffico veicolare) e disagi per i fiorentini ma le ripercussioni saranno enormi per tutti coloro che attraversano l’Italia in treno da nord a sud perchè sotto quel piccolo ponte ci passano tutti i binari del nodo fiorentino, dai regionali all’alta velocità. Il paese sarà letteralmente tagliato in due. I treni AV sono ridotti del 50%, alcuni saranno spostati sulla Tirrenica ma con un incremento del viaggio che potrà arrivare a due ore e mezzo. I regionali si fermeranno o nell’una o nell’altra stazione o sostituiti con autobus (tutte le info sono sul sito di trenitalia).
Tra Campo di Marte e Santa Maria Novella saranno attive delle navette scortate dalla polizia municipale; chi ha il biglietto dei treni potrà utilizzare gratuitamente la tramvia. Un servizio coordinato dalla Protezione civile con il supporto delle associazioni di volontariato convenzionate sarà dedicato ai passeggeri dei treni regionali e dell’Alta velocità nelle due stazioni per fornire indicazioni e persino bottigliette d’acqua se necessario. Molti dipendenti pubblici residenti o domiciliati nei Comuni serviti dalle tratte ferroviarie interessate dalle limitazioni e che utilizzano abitualmente il treno per raggiungere la sede di lavoro sono stati messi in smart working. L’appello in questa settimana è spostarsi il meno possibile.
Sarà, questa, solo la prima di altre quattro interruzioni ferroviarie ma solo una sarà così lunga e impattante, dalle ore 23 di domenica 26 luglio alle ore 11 di giovedì 30 luglio. Il nuovo ponte dovrebbe essere pronto e riaperto a settembre, poi mancherà solo da eliminare la passerella pedonale provvisoria che era stata il primo atto dell’operazione di Ferrovie. Ma ancora siamo, è il caso di dire, in mezzo al guado.

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