FIRENZE - STRAGI ’93: ARCHIVIATE ACCUSE A BERLUSCONI E DELL’UTRI

Nadia Tarantino
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Archiviate le accuse mosse nei confronti di Silvio Berlusconi e di Marcello Dell’Utri, indagati nell’ambito dell’inchiesta sui presunti mandanti occulti delle stragi di mafia del 1993. Così ha deciso il giudice delle indagini preliminari del tribunale di Firenze, Patrizia Martucci, e si tratta della sesta archiviazione in oltre trent’anni di indagini. Il decreto di archiviazione risale allo scorso gennaio ma solo ora se n’è avuta notizia. Immediata la reazione di Marina Berlusconi: “E’ un risultato che non stupisce visto che parliamo di un teorema giudiziario e mediatico costruito non con il cemento delle prove – le sue parole – ma con il fango del pregiudizio ideologico. Ricordo che sono stati i governi Berlusconi a rendere stabile il carcere duro per i boss mafiosi, a introdurre il primo Codice antimafia e a istituire l’Agenzia nazionale per l’amministrazione dei beni confiscati alle organizzazioni criminali”.
Il giudice delle indagini preliminari ha scritto che “mancano elementi concreti su contatti/rapporti diretti tra Cosa Nostra e Berlusconi e per il suo stretto collaboratore Dell’Utri”. L’ipotesi investigativa, percorsa dalla procura antimafia di Firenze che aveva riaperto l’inchiesta nel 2022, era che la campagna stragista del ’93 fosse finalizzata a creare condizioni favorevoli per l’affermazione politica di Forza Italia e, dunque, di Silvio Berlusconi. A carico di Dell’Utri, che ha già scontato sette anni per concorso esterno alla mafia, l’accusa era di aver dialogato con il boss Giuseppe Graviano, condannato in via definitiva anche per le stragi di Capaci e di via D’Amelio, affinché organizzasse la stagione stragista. Un’ipotesi che gli avvocati di Dell’Utri hanno sempre definito fantasiosa, basata su collaboratori di giustizia inattendibili e priva di riscontri. Sia Dell’Utri che Berlusconi fino al momento del suo decesso, erano iscritti per ‘plurimi reati’ legati all’associazione per delinquere di stampo mafioso e concorso nelle stragi dei Georgofili, in quelle di Milano e Roma e per il mancato attentato allo stadio Olimpico di Roma.
A Firenze, intanto, si sta celebrando il processo a carico di Salvatore Baiardo, fiancheggiatore dei fratelli Graviano ai tempi della loro latitanza. Baiardo è accusato di favoreggiamento personale con l’aggravante mafiosa nei confronti di Silvio Berlusconi e Marcello Dell’Utri: avrebbe cercato di proteggerli – si sostiene – indebolendo l’attendibilità dei collaboratori di giustizia circa le stragi.

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