Con la fine del Pnrr, la Toscana rischia di perdere i tantissimi ricercatori che in questi anni hanno reso possibile lo sviluppo dei numerosi progetti innovativi – dal campo socio sanitario a quello della difesa del suolo passando da ecodesign, biomateriali e processori quantistici – finanziati dalle risorse europee. Nella sola Università di Firenze sono 800 tra ricercatori e dottorandi assunti ad hoc per sviluppare 18 progetti Pnrr di cui 2 con ruolo da capofila. Menti eccelse che con questa esperienza hanno ulteriormente acquisito competenze che sarebbe strategico mantenere sul territorio. Di fronte a una disponibilità molto limitata di fondi ministeriali per le stabilizzazioni, l’Università metterà in campo uno sforzo importante. Anche la Regione sta facendo e farà la sua parte. Ad esempio con il bando che scade all’inizio di febbraio.
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