La Toscana è quinta nella classifica nazionale delle regioni con il più alto numero di reati ambientali accertati. Quinto posto dopo Campania, Calabria, Sicilia e Puglia ma, va ricordato, la Toscana è ai vertici della graduatoria anche quando si parla di controlli. E’ quanto emerge dalla relazione del procuratore generale di Firenze, Ettore Squillace Greco, diffusa in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario. Il dato è allarmante: i procedimenti aperti per reati ambientali nel periodo luglio 2024-giugno 2025 sono aumentati del 54 per cento rispetto all’anno precedente. Nessuna provincia è indenne dagli ecoreati ma qualcuna avanza più delle altre: è il caso – il più eclatante – di Prato, passata da 36 a 108 reati accertati.
Nel complesso i dati delle denunce crescono di quasi il 13 per cento. Lo smaltimento illecito caratterizzato da sversamento sul terreno di rifiuti urbani e speciali è una delle illegalità più ricorrenti e riguarda soprattutto gli insediamenti industriali e le opere medio-grandi. L’analisi dei reati ambientali spinge il procuratore generale di Firenze a puntare il dito contro categorie ben definite: “Nel territorio toscano, come in altri – scrive – le condotte illegali risultano sempre più spesso frutto di deliberate scelte imprenditoriali, per cui si può, in certa misura, parlare di criminalità di impresa”.
Le violazioni ambientali continuano ad essere un elemento che caratterizza la criminalità in Toscana basti pensare che la normativa antinquinamento viene elusa, aggirata, ignorata attraverso meccanismi sempre più affinati e non per questo meno insidiosi.
“Infiltrazioni di rifiuti pericolosi nei terreni e nelle cave – si legge nella relazione – giro bolla, declassificazioni fittizie e altri artifici tipici della criminalità ambientale, sono talvolta agevolati da provvedimenti autorizzativi caratterizzati da espressioni generiche ed equivoche che finiscono indirettamente per consentire il formalmente vietato”. Insomma, si ricalca la vecchia storia all’italiana dove burocrazia, tecnicismi e norme che lasciano spazio alle interpretazioni facilitano le scappatoie.
C’è ancora molto da fare e il procuratore generale Squillace Greco lo ribadisce: “I controlli non sempre sono penetranti e occorre porre maggiore attenzione soprattutto sulle iscrizioni all’albo dei gestori ambientali e sulle procedure di classificazione dei rifiuti.
FIRENZE - TOSCANA QUINTA IN ITALIA PER ECOREATI: +54% IN UN ANNO
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