Arriva anche all’ospedale Santo Stefano la Fabbrica dell’aria, la bio-macchina, ideata dallo scienziato Stefano Mancuso e sviluppata da Pnat, società fondata come spin-off dell’Università di Firenze. La Fabbrica ha l’aspetto di una serra modulare che contiene al suo interno varie tipologie di piante: oltre al valore estetico, il dispositivo è in grado di aspirare l’aria, restituendola filtrata e depurata attraverso le foglie e le radici. Vista l’utilità in luoghi di comunità, in particolare dedicati alla cura delle persone, Unicoop Firenze ha donato il dispositivo all’ospedale Santo Stefano di Prato, dove è stata inaugurata questa mattina, martedì 23 giugno, alla presenza delle istituzioni locali e regionali, l’Azienda USL Toscana Centro, i rappresentati delle aziende ospedaliere locali e le sezioni soci Coop del territorio.
“Siamo davvero felici di inaugurare oggi, all’ospedale Santo Stefano di Prato, la Fabbrica dell’Aria con la quale vogliamo dare il nostro contributo alla ricerca di soluzioni innovative per rendere i luoghi di cura più verdi, salubri e attenti alla connessione fra l’uomo e il mondo vegetale – ha detto Claudio Vanni, responsabile relazioni esterne Unicoop Firenze – Crediamo fortemente in questo progetto, con cui rinnoviamo la storica collaborazione con Stefano Mancuso, insieme al quale nel 2019, abbiamo installato due Fabbriche dell’aria nei nostri Coop.fi di Novoli e Ponte a Greve. Grazie a questa iniziativa, fortemente voluta anche dalle nostre sezioni soci, la Fabbrica dell’Aria fa il suo ingresso in sette ospedali toscani, ciò anche grazie al contributo di soci e clienti che hanno sostenuto il progetto partecipando alla raccolta fondi dello scorso ottobre. Questa iniziativa, innovativa e coraggiosa, è uno dei nostri impegni per migliorare la qualità ambientale e il benessere delle comunità che vivono nel nostro territorio”.
“Con grande soddisfazione inauguriamo la Fabbrica dell’Aria al Santo Stefano di Prato – dice Stefano Mancuso, professore dell’Università di Firenze – Dove pazienti e lavoratori dell’ospedale potranno godere dell’effetto benefico delle piante, quali la depurazione dell’aria da sostanze nocive, la riduzione dello stress ed il miglioramento del comfort ambientale. Il progetto della Fabbrica dell’Aria, che abbiamo già realizzato anche in due supermercati Unicoop Firenze, è un unicum a livello mondiale e racchiude in sé un valore scientifico, economico e sociale. Scegliere di “ripulire” l’aria di uno spazio servendosi delle piante, con una tecnologia naturale, in alternativa ai consueti sistemi di filtraggio, ha un che di rivoluzionario. Significa riconoscere e attribuire alle piante un ruolo che per decenni è stato negato, oltre ad avere il merito di regalare a noi umani il privilegio di vivere meglio».
Oltre che al Santo Stefano, Unicoop Firenze ha sostenuto l’installazione della fabbrica dell’aria anche negli ospedali di altre sei province toscane: Arezzo, Firenze, Lucca, Pisa, Pistoia, Siena. Altri due dispositivi sono già attivi nei punti vendita Coop di Firenze Novoli e Ponte a Greve. L’iniziativa è stata realizzata anche grazie a una raccolta fondi promossa da Unicoop Firenze lo scorso ottobre, con la vendita di piante di anthurium nei Coop.fi, con cui sono stati raccolti 24.592 € che hanno contribuito alla realizzazione del progetto nei sette ospedali toscani.
“Creare spazi e ambienti ospedalieri sempre più accoglienti significa contribuire al benessere delle persone e del personale – spiega Maria Teresa Mechi, direttrice di Presidio e della Rete ospedaliera – Il verde e le piante, richiamando la natura, favoriscono infatti una sensazione di relax e possono offrire conforto a pazienti e familiari. Inoltre, il macchinario rende gli ambienti più salubri. La scelta di collocare la Fabbrica dell’Aria nella hall dell’ospedale non è casuale: si tratta di un luogo di passaggio in cui speranze e timori spesso si intrecciano. Accogliere chi entra anche attraverso gesti come questo rientra pienamente nel percorso di umanizzazione delle cure a cui crediamo fortemente per migliorare il percorso di cura dei nostri pazienti».
“Una donazione che rafforza il valore e il sostegno di Unicoop Firenze a favore dei nostri ospedali – sottolinea Valerio Mari, direttore generale Asl Toscana centro – Poter disporre, all’interno dei presidi aziendali di Pistoia e Prato, di una struttura in grado di contribuire al miglioramento della qualità dell’aria e, al tempo stesso, di rendere gli ambienti più accoglienti e confortevoli, rappresenta un valore importante per chi ogni giorno vive l’ospedale, dai pazienti ai loro familiari, fino ai professionisti che vi operano. Desidero ringraziare, a nome dell’Asl Toscana centro, tutti coloro che hanno sostenuto questa preziosa iniziativa. La collaborazione con Unicoop Firenze si è consolidata nel tempo attraverso numerosi progetti condivisi e oggi trova un’ulteriore significativa espressione in un gesto di solidarietà e attenzione verso le persone e i luoghi della cura”.
La Fabbrica dell’Aria è un’installazione che sfrutta l’intelligenza delle piante per purificare l’aria degli ambienti chiusi. Agendo come una “biomacchina che respira”, incanala l’aria attraverso un substrato in cui le radici delle piante e i batteri benefici degradano le sostanze inquinanti. L’aria, così purificata, viene poi rilasciata nell’ambiente e monitorata in tempo reale, grazie ad un sistema di sensoristica avanzata. In una combinazione di natura e tecnologia, la Fabbrica dell’Aria crea ambienti interni più salubri riducendo le sostanze inquinanti come i composti organici volatili (Vocs). Inoltre, promuove una connessione sostenibile tra l’uomo e il mondo vegetale offrendo una soluzione tangibile per migliorare la qualità dell’aria e il benessere negli spazi chiusi. La Fabbrica dell’Aria è strutturata per essere completamente autonoma con sistema integrati di illuminazione, irrigazione e sensoristica. Con le Fabbriche dell’Aria il vantaggio è doppio. Il primo: l’aria depurata naturalmente riduce i VOCs, inquinanti dannosi rilasciati dai materiali da costruzione, dai mobili, dai prodotti per la pulizia e dai dispositivi elettronici. Il secondo: la presenza di piante aiuta a star bene, migliorando l’umore, l’attenzione e anche i tempi di guarigione. Come sostiene Stefano Mancuso, i benefici sono dimostrati da numerosi studi scientifici pubblicati da quarant’anni a questa parte: anche solo la vista del verde da una finestra contribuisce a migliorare lo stato fisico e mentale. Le ricerche ci dicono che, essendo l’ospedale uno spazio di forte stress emotivo, le piante sarebbero di aiuto non solo per i pazienti, ma anche per le tante persone che ci lavorano: medici, infermieri, personale di vario tipo, oltre che per i visitatori.
L’assessora alla Sanità e alle politiche sociali della regione Toscana, Monia Monni, fa sapere che: “Con una combinazione affascinante di natura e tecnologia questo sistema non solo depura l’aria che le persone respirano, riducendo le sostanze inquinanti che si possono produrre nell’ambiente, ma aiuta anche a stare meglio contribuendo dunque a quell’umanizzazione delle cure (e in questo caso degli ambienti di cura) che costituisce un tema importante nell’agenda della nostra sanità pubblica”.
Interviene anche Cristina Manetti, assessora alla Cultura della regione Toscana: “La Fabbrica dell’Aria è un progetto che racconta in modo concreto come cultura, scienza e innovazione possano dialogare per migliorare la qualità della vita delle persone. Portare un ecosistema vivente all’interno di un ospedale significa non solo contribuire a rendere più salubri gli ambienti, ma anche umanizzare i luoghi della cura attraverso la bellezza e il contatto con la natura. La Toscana è una terra che investe nella conoscenza e nella ricerca e che sa trasformare le intuizioni dei propri talenti, come Stefano Mancuso, in esperienze capaci di generare benessere collettivo”.
Conclude il sindaco Matteo Biffoni: “Prato accoglie con soddisfazione un progetto innovativo che mette insieme scienza, sostenibilità e benessere delle persone. La Fabbrica dell’Aria arricchisce il nostro ospedale con un ecosistema vivente capace di migliorare la qualità degli ambienti e di trasmettere un messaggio importante: la cura passa anche dall’attenzione agli spazi in cui viviamo. Grazie a Unicoop Firenze, alla Regione Toscana, all’Asl Toscana Centro e a tutti i cittadini che hanno contribuito a rendere possibile questa iniziativa”.